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Frena nel 2010 il numero di suicidi in Giappone, con un calo annuo del 3,9 per cento, anche se la piaga delle morti volontarie supera ancora una volta, per il tredicesimo anno consecutivo, la quota d'allarme delle trentamila persone.
Secondo i dati del rapporto preliminare pubblicato a Tokyo oggi dalla polizia nazionale, il numero di persone che nel 2010 si è tolto la vita si è attestato a quota 31.560, meno del 2009 (1.285 vittime in più) quando per effetto della crisi economica il bilancio annuale era tornato a crescere.
Il dato segna una frenata tra le più consistenti degli ultimi dodici anni.
Pur in presenza di segnali incoraggianti, lo scenario maturato lo scorso anno rappresenta l'ennesimo fallimento dei tentativi di abbattere significativamente il grave fenomeno sociale che, al contrario, si conferma a livelli di assoluta eccezione tra i Paesi industrializzati, con circa venticinque casi ogni centomila persone. Il governo nipponico lo scorso aprile aveva lanciato la nuova campagna per la prevenzione dei suicidi che, insieme ai dati positivi del primo semestre, aveva fatto sperare in un'ipotetica inversione di tendenza. Tra gennaio e giugno il calo delle morti volontarie si era spinto fino al 7,4 per cento in meno sul 2009, con un andamento che non si è ripetuto negli ultimi mesi dell'anno, rendendo impossibile anche nel 2010 la discesa sotto la soglia dei trentamila casi.