05/01/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Arrestato il direttore di un gruppo operante nel campo dei diritti umani. Perquisita la sede del Comitato bielorusso di Helsinki

Un'organizzazione operante nel settore dei diritti umani in Bielorussia ha stigmatizzato il raid condotto mercoledì 5 gennaio dalle forze di polizia nella sede del gruppo, conclusosi con l'arresto del direttore dell'organizzazione.

Un altro episodio della dura repressione, operata dal regime autocratico di Minsk, nei confronti dei canali di comunicazione e di opposizione, i quali lamentano i brogli elettorali delle ultime presidenziali che hanno confermato al potere Lukashenko. Si aggiungono al coro di critiche anche gli osservatori del Osce (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa). Sempre mercoledì, Garry Pogonailo, legale della Comitato bielorusso di Helsinki, ha riferito che gli agenti del governo hanno perquisito il suo ufficio, confiscato il suo computer e arrestato il direttore del Comitato, Oleg Gulak, per sottoporlo ad un interrogatorio.

Intanto, mentre Alexander Kozulin, che corse alle presidenziali contro Lukashenko - successivamente detenuto per due anni - tuona contro l'amministrazione centrale chiedendo la liberazione dei prigionieri, l'opposizione bielorussa esorta l'Unione Europea ad adottare misure economiche e politiche restrittive per costringere Lukashenko a realizzare una libera e legale elezione presidenziale in Bielorussia.