04/01/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Nonostante la riapertura delle ostilità, proseguono le trattative di pace. I rappresentati delle due parti sono attesi ad Oslo

E' terminata la tregua natalizia di 18 giorni fra l'esercito regolare di Manila e le forze maoiste del New People's Army (Npa).

Arman "Ka Arms" (Guerriero), portavoce del movimento ribelle ha annunciato in un comunicato che "tutte le unità sono autorizzate a condurre attacchi strategici contro le forze governative". Intanto, l'esercito regolare filippino ha già riposizionato le proprie truppe nel territorio di Bicol, nell'isola di Luzon, e nella regione sudorientale dell'isola di Mindanao, considerate da tempo roccaforti del Npa.

Nonostante la ripresa delle ostilità, prosegue il processo di pace. I rappresentanti delle parti sono attesi ad Oslo, sotto la mediazione del governo norvegese. Sebbene il governo di Manila ha intenzione di proprorre una tregua ad oltranza lungo tutto il periodo delle trattative, il National Democratic Front (Ndf), componente politica del Npa, ha respinto tale ipotesi. Ciononstante, spiegano alcuni osservatori, la nuova presidenza di Benignio Aquino, contrariamente all'approccio militare del suo predecessore, Gloria Macapagal Arroyo, lascia maggior spazio al dialogo pacifico fra le parti, le quali, tuttavia, nutrono serie perplessità sull'eventuale esito positivo dei colloqui.

Jose Maria Sison, fondatore del Communist Party of the Philippines (Cpp), ispiratore del movimento dei ribelli maoisti, ha spiegato che "l'obiettivo finale del governo è distruggere il movimento ribelle e l'obiettivo finale del movimento ribelle è destituire il governo e sostituirlo", e ha auspicato che "tenendo presenti questi fini in conflitto tra loro, ci sono tanti obiettivi intermedi che possono essere raggiunti con le trattative di pace e che possono essere di beneficio per la popolazione".