30/12/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Condannato a otto anni di reclusione, il magnate del petrolio dovrà ora scontare un totale di 14 anni di detenzione, con l'accusa di appropriazione indebita e riciclaggio di denaro

Il giudice Viktor Dailkin, come da previsioni, ha accolto le richieste della procura condannando Mikhail Khodorkovsky a ulteriori sei anni di carcere (che si aggiungono agli otto che sta scontando dal 2003) per appropriazione indebita e riciclaggio di denaro.

Già detenuto con l'accusa di evasione fiscale, il fondatore di Yukos dovrà ora scontare un totale di 14 anni di reclusione, senza possibilità di condizionale, ha aggiunto il giudice Danilkin, riferendosi sia a Khodorkovsky che al co-imputato Platon Lebedev. Secondo il tribunale, l'imprenditore russo si sarebbe appropriato indebitamente di 218 milioni di tonnellate di petrolio della compagnia Yukos fra il 1998 e il 2003, riciclando ben 16 miliardi di dollari. Ma i suoi legali smentiscono i capi d'accusa, in quanto l'ammontare di petrolio di cui si sarebbe impossessato l'imputato corrisponderebbe alla totalità degli idrocarburi prodotti in quello stesso periodo di tempo.

Intanto i familiari e i sostenitori di Khodorkovsky hanno profondamente criticato il verdetto del giudice, sottolineando la natura politica del processo. Questi ultimi ricordano infatti quando il magnate russo sosteneva e sponsorizzava i rivali politici di Putin. Ai cori di protesta si aggiungono le critiche degli Stati Uniti e di altri paesi occidentali, che hanno definito il processo tendenzioso. In particolare, il verdetto è successivo alle dichiarazioni rilasciate da Putin ad un'emittente televisiva nazionale, in cui ribadiva che "un ladro deve stare in galera". In seguito, il primo ministro russo aveva spiegato di riferirsi al primo processo di Khodorkovsky, smentendo quindi le interpretazioni di alcuni osservatori che avevano visto nelle parole dell'ex Kgb un ordine al tribunale di condannare ancora una volta il fondatore di Yukos.