30/12/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Diminuiscono le vittime ma aumentano i sequestri. Più pericolosi i criminali e i trafficanti che i luoghi di guerra

Secondo Reporters Sans Frontière (Rsf), sono 57 i giornalisti uccisi quest'anno. Diminuisce il numero dei cronisti deceduti in zone di guerra, mentre aumentano le vittime di criminali e trafficanti.

Nel 2009 avevano perso la vita 76 reporter, il venticinque per cento in più rispetto a quest'anno.
Nella sua relazione annuale, Rsf sostiene che le organizzazioni criminali e le milizie sono diventate la più grande minaccia per l'incolumità dei giornalisti.

Il Pakistan, con 11 morti, è il Paese più pericoloso. Poi il Messico, 7 decessi, così come in Iraq e 4 nelle Filippine.
Reporter sans Frontières ha inoltre stimato un aumento dei rapimenti: 51 giornalisti rapiti nel 2010 contro i 33 dello scorso anno.

"I giornalisti sono sempre meno percepiti come osservatori esterni - dice Jean-Francois Julliard, segretario generale di Reporters sans Frontières - La loro neutralità non viene più rispettata".

Parole chiave: Reporter Senza Frontiere
Categoria: Guerra, Media