29/12/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Duecento musulmani sciiti sono stati arrestati per eresia. I siiti pretendono le scuse, i sunniti rispondono a muso duro

In Malesia duecento musulmani sciiti sono stati arrestati per eresia. La comunità sciita, che comprende circa 40mila adepti, pretende le scuse e chiede protezione, ma le autorità religiose sunnite mostrano il pugno duro. Khusrin Munawi, direttore del dipartimento islamico dello Stato di Selangor (Jais), dove è avvenuto l'arresto di massa due settimana fa, ha detto oggi che l'arresto è giustificato e non ha niente di che scusarsi. "Abbiamo osservato il gruppo per due anni e abbiamo prove per dichiarare che hanno deviato dagli insegnamenti dell'Islam", ha detto al The Malaysian Insider. L'arresto di massa, il più grande nella tormentata storia della comunità sciita in Malesia, è basato su una fatwa emanata da Jais nel 1998 e cha ha dichiarato la comunità sciita deviante. La decisione del Jais era a sua volta basata su un dichiarazione del National Fatwa Counil, il massimo organo islamico della federazione malese, che due anni prima aveva sentenziato che tutti i musulmani malesi devono essere sunniti. In Malesia circa il sessanta per cento dei 26 milioni di abitanti è musulmano. Il Paese ha negli ultimi anni perso parte dei riconoscimenti quale esempio di moderazione e tolleranza religiosa. L'arresto di sciiti si colloca, infatti, in uno scenario che vede un netto peggioramento nelle relazioni tra la maggioranza musulmana e le minoranze religiose, soprattutto quella indiana e cristiana.