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Sono circa 300 gli eritrei ancora nelle mani dei predoni del Sinai che chiedono il pagamento di un riscatto per lasciarli andare, nonostante molti di loro abbiano già pagato ingenti somme di denaro per raggiungere il confine con Israele.
Altri 900 migranti di altre nazionalità hanno pagato le somme richieste e aspettano di poter partire e tentare l'ingresso in Israele. Gli eritrei sarebbero ostaggio di una decina di trafficanti bene armati. All'origine del sequestro dei migranti eritrei da parte dei beduini, ci sarebbe una sorta di vendetta: lo scorso settembre un gruppo di venticinque immigrati ha tentato di fuggire dai trafficanti, sono quindi scoppiati dei disordini in cui sono rimasti uccisi sei eritrei e un beduino. Da allora, le condizioni degli eritrei trattenuti dai beduini sarebbero peggiorate, in condizioni di abusi e violenze.
Altri ventisette immigrati africani, che nei giorni scorsi sono stati rilasciati dai beduini del Sinai, sono stati arrestati dalla polizia egiziana perchè entrati illegalmente in Israele e consegnati alle rispettive ambasciate al Cairo.
La polizia egiziana è schierata nel Sinai dove centinaia di eritrei sono ancora nelle mani dei trafficanti di immigrati, con l'ordine di non sparare, ma di arrestare e interrogare i migranti - considerati immigrati clandestini in Egitto e rilasciati dopo il pagamento di un riscatto - per cercare di capire dove si trovano e come agiscono i beduini.