23/12/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Trovato l’accordo che dovrebbe salvare i lavoratori di Porto Marghera, Ravenna e Porto Torres. Da subito 270 milioni di euro per pagare gli stipendi fino a febbraio e la tredicesima 2010

Gli operai della Vinyls, arroccati sulla "torcia" più alta del petrolchimico di Porto Marghera, hanno cessato la loro protesta, in atto dal 13 dicembre, dopo aver appreso dell'accordo definitivo tra Syndial (società del gruppo Eni) e il fondo svizzero Gita, per la vendita totale dell'azienda. Dopo un'incontro tenutosi martedì a Roma fra il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, e le delegazioni di Eni e Gita, il nodo della questione è stato definitivamente sciolto con il raggiungimento di un memorandum d'intesa, piaciuto ai sindacati, ufficializzato ieri.
La prima a sbloccarsi è stata la trattativa sulla cessione assetts strategici per il completamento del ciclo del cloro, sulla quale Eni ha sempre opposto le proprie riserve, e alla quale Gita ha subordinato la propria intenzione d'acquisto. Alla fine della riunione Eni ha ceduto: le saline di Cirò Marina e Contivecchi (Assemini), il clorosoda di Marghera e il dicloroetano ed etilene (Assemini) passano a Gita che, in cambio, si è impegnata a far riaprire già da marzo 2011, le fabbriche di Porto Torres, Ravenna e Porto Marghera.

La trattativa, arenatasi dopo il fallimento di una manovra analoga tentata dagli arabi di Ramco, dovrebbe perfezionarsi entro la fine di febbraio per essere sul tavolo delle firme il 15 marzo 2011, data di acquisizione definitiva. Nelle clausole preliminari Syndial ha chiesto il mantenimento degli attuali equilibri produttivi e occupazionali, per almeno i prossimi 4 anni. Oltre a ciò, gli elvetici saranno obbligati a presentare un piano industriale dell'azienda.
Gli operai, veri protagonisti sfortunati della disputa, si sono detti per il momento soddisfatti. Dalla minaccia di non ricevere alcuna retribuzione dopo l'inizio dell'anno, le centinaia di lavoratori del petrolchimico, hanno ottenuto non solo lo stipendio di dicembre e la tredicesima mensilità, ma anche ricevuto rassicurazioni sul fatto che il loro stipendio verrà pagato, senza alcun dubbio, fino al prossimo febbraio. Per onorare l'impegno i delegati del fondo svizzero hanno annunciato un maxi-investimento da 270 milioni di euro, per le buste paga e la riapertura del ciclo del cloro-soda.

Da via Veneto a Roma, sede del suo dicastero, Romani si è detto soddisfatto della trattativa auspicando che "i dipendenti che fino ad oggi stavano al freddo si sentano rassicurati". Moderano l'ottimismo del ministro del Pdl, i sindacati e gli stessi lavoratori. Fra i primi la commentare l'accordo è stata la Cgil veneziana che col suo rappresentante, Riccardo Colletti, ha avvertito i più ottimisti che "sulla torre resteranno le tende e tutto il necessario per tornare a protestare, in caso di necessità". Gli addetti ai lavori, fra cui una donna incinta che, invece, hanno protestato in cima all'altoforno di Porto Marghera (140 metri d'altezza), hanno accolto con un certo sollievo la notizia auspicando che si arrivi quanto prima alla riapertura di tutti gli impianti di produzione del Pvc.
Le proteste dell'Asinara, di Porto Torres e di Porto Marghera sono durate, rispettivamente, 301, 340 e 10 giorni.

Antonio Marafioti

Parole chiave: Venezia, Porto Marghera, operai
Categoria: Diritti, Salute, Economia
Luogo: Italia