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L'ex dittatore argentino Jorge Rafael Videla è stato condannato all'ergastolo per omicidio, tortura e sequestro. Durante il processo, l'85enne Videla ha continuato a giustificare la brutalità del regime che tra il 1976 e il 1983 causò la morte di migliaia di persone, soprattutto oppositori di sinistra.
Gli attivisti per i diritti umani in aula hanno applaudito quando è stata letta la sentenza che condanna Videla a scontre la pena in un carcere civile, dopo anni di carcere militare e arresti domiciliari.
Secondo le organizzazioni umanitarie, 30mila persone furono sequestrate e torturate durante la dittatura, iniziata con il colpo di stato messo in atto da Videla e altri due leader militari il 24 marzo 1976.
Fu durante la presidenza di Nestor Kirchner, tra il 2003 e il 2007, che vennero riaperte le inchieste sulla "Guerra sporca". Nel 1983 Videla era già stato condannato all'ergastolo per crimini contro l'umanità, ma cinque anni dopo l'allora presidente argentino Carlos Menem l'aveva graziato.
In seguito gli venne però revocata la grazia, perché un giudice stabilì che il rapimento di bambini nati da prigionieri politici rappresenta un crimine contro l'umanità e non è pertanto prescrivibile.
Nel 2007 un tribunale ordinò che Videla scontasse la condanna all'ergastolo emessa nel 1985.
Il processo di Cordoba è il primo concluso contro l'ex dittatore dall'epoca della grazia concessa da Menem.
Parole chiave: Jorge Rafael Videla, dittatura, desaparecidos