21/12/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



L'esecutivo, composto da 42 ministri, riflette la lacerazione politica e religiosa del paese

Formato il nuovo governo iracheno. Un esecutivo di "coesione nazionale", formato da 42 ministeri, tredici dei quali ancora da assegnare, con a capo lo sciita Nuri al Maliki.

Prevista per oggi la presentazione del programma e della compagine governativa, alla quale partecipano tutti i rappresentanti delle principali forze politiche del paese, ognuno sostenuto dagli attori nazionali regionali: Siria, Arabia Saudita e Iran. Provvisoriamente Maliki ha assunto i ministeri della Difesa e dell'Interno. Il portafoglio degli esteri è stato asseganto al curdo Hoshiyar Zebari, mentre Abd al Karim Luwaybi diviene ministro dell'energia. Lo sciita Hussayn Shahristani è promosso a vice premier per l'energia. Iyyad Allawi, sostenuto da Riyad, è entrato nella coalizione di governo, mentre Saleh Mutalak, considerato "baatista" solo qualche giorno fa, è stato nominato vicepremier. A dirigere il dicastero delle Finanze è stato chiamato il sunnita  Rafie Issawi, alle prese con la nuova legge finanziaria.

Un governo intrinsecamente lacerato dalle sue diverse anime politiche e religiose, che lasciano perplesso lo stesso Maliki il quale, prima di ricevere la fiduzia formale, ha aggiunto: "non posso dire che questo governo, con tutte le sue anime, soddisfi le aspirazioni dei cittadini nè quelle dei blocchi politici, perchè è stato creato in circostanze straordinarie".

Parole chiave: nuovo governo, Nuri al Maliki
Categoria: Elezioni, Politica
Luogo: Iraq