23/05/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Un portavoce degli Shuar denuncia il rischio estinzione del suo popolo
Il popolo Shuar vive nelle zone a ridosso del confine fra Ecuador e Perù e si confronta tutti i giorni con la necessità di sopravvivere, fra minacce da parte dell'esercito e  duri scontri con le multinazionali del petrolio che danneggiano loro e la natura che li circonda. Unkum Chiriap, ecuadoriano, vive nella selva amazzonica al confine con il Perù. Ha quaranta anni, da sempre si batte per la sua gente. Oggi è il rappresentante della Tsentak Survival Foundation, una fondazione che si occupa proprio della sopravvivenza delle popolazioni a rischio.
 
Qual è la situazione attuale della popolazione Shuar in questo momento storico?
"A partire dal 1995, anno dell’ultimo conflitto contro il Perù, ci sono stati alcuni cambiamenti soprattutto sotto l’aspetto economico, politico, sociale e psicologico al confine con la frontiera amazzonica. Ci siamo scontrati con le idee neoliberiste proposte dal governo statale. Ci siamo scontrati anche con la dollarizzazione che ha avuto un impatto traumatico sulla comunità indigena andina e specialmente la nostra che vive a ridosso della foresta amazzonica. Ultimamente è anche cambiato il Presidente della Repubblica, soprattutto grazie alle feroci proteste sociali, scelta che per noi però non rappresenta una valida alternativa. Nel corso degli anni abbiamo cambiato molti governi senza ottenere risultati. Sono stati i soliti amministratori che hanno saccheggiato il Paese. Anche l’ultimo governo di Gutierrez non ha mantenuto le promesse, facendo veramente poco per la regione amazzonica. Evidentemente non aveva programmato, nella sua agenda politica, un piano per la zona di frontiera."
 
E’ cambiato qualcosa all’interno della comunità Shuar dal 1995 a oggi?
"Si, è cambiato molto. Soprattutto per l’intervento delle compagnie petrolifere che hanno generato dei conflitti sociali nelle comunità. Noi Shuar siamo molto preoccupati. Non vogliamo vivere come hanno vissuto i nostri fratelli indigeni delle regioni del nord, con soprusi da parte del governo che ha approvato più volte l’intervento dell’esercito, violando i diritti dei nostri rappresentanti e delle nostre donne.  Vogliamo portare il mondo a conoscenza della nostra situazione. Noi Shuar abbiamo diritto alla vita. Per millenni le nostre popolazioni hanno vissuto in armonia con la natura, nel rispetto di madre terra e del suo spirito.  Ora siamo qui in Italia per far conoscere la nostra storia. Solo così facendo possiamo far prendere coscienza alle imprese multinazionali di quello che siamo e della storia millenaria che rappresentiamo."
 
Cosa fate come organizzazione indigena per porre freno a tutto questo?
"Noi siamo la base della comunità. Ci proponiamo come alternativa e chiediamo che la comunità possa essere indipendente e avere un'economia autonoma."
 
Quali sono i problemi che avete con le compagnie petrolifere?
"Il problema principale è quello ambientale, come la contaminazione dell’aria e delle falde acquifere. Vi sono stati negli anni passati degli incidenti che hanno causato gravi danni alla popolazione e una grande moria di animali della foresta. Una vera e propria distruzione della biodiversità della zona. Il governo non vuole farsi carico dei problemi che l’inquinamento comporta e che affliggono la popolazione indigena di questa parte dell’Ecuador, specialmente per quanto riguarda le malattie delle donne, dei nostri anziani e dei nostri bambini, che dal momento in cui sono arrivate le compagnie petrolifere hanno iniziato ad avere patologie alle vie respiratorie, tumori e aborti. L’impatto dell’inquinamento ambientale è stato tremendo. Ma non sono solo state le compagnie petrolifere a causare ingenti danni alla natura e alle popolazioni che nella natura vivono. Ci sono anche le compagnie del legno che disboscano la foresta, che per noi è un supermercato all’interno del quale c’è la nostra sopravvivenza."
 
Cosa può fare il mondo per portare aiuto alla vostra popolazione? le zone amazzoniche
"L’aiuto che si può dare al nostro popolo deve essere un aiuto diretto alla comunità. Ad esempio sostenendone i progetti come quelli ecoturistici, ampliando la possibilità di avere un’istruzione per tutti, sostenendo i progetti di formazione artigianale, e cercando contatti diretti senza l’intervento di mediatori. Fare una alleanza che sia vera e interessata al reale sviluppo delle nostre comunità."
 
Dunque possiamo dire che gli "scontri frontali" avvengono solo con le forze di sicurezza pubbliche?
"Effettivamente non ci sono stati scontri diretti con l’esercito che abbiano portato alla militarizzazione della regione. Non è le montagne e i campesinos dell'ecuador, una vita diversa rispetto alle comunità Shuarpossibile che vi sia un conflitto fra fratelli come quello avvenuto nella guerra con il Perù, quando gli Shuar sono stati costretti a combattersi perchè abitavano in due paesi differenti.
E se ci dovessero essere gravi problemi con le multinazionali siamo disposti a versare altro sangue, perché siamo l’unica popolazione indigena che nella sua storia millenaria si è opposta e ha combattuto contro la colonizzazione degli spagnoli.  Abbiamo l’esempio di tre morti che la nostra comunità ha avuto nella zona petrolifera per difendere il nostro territorio. Non so se avremo mai giustizia. Il 7 maggio scorso è stato il terzo anniversario della vittoria dell'ingiustizia. Quanto dovremmo aspettare per mandare in carcere i responsabili di questi reati?"
 
Si sono verificati casi di desplaciamientos nella regione del Rio Pastaza dove vivete?
"Non vorrei esagerare ma ci sono stati pochissimi casi di desplazados. Fra l’altro la esiste una legge che proibisce lo spostamento coatto delle popolazioni indigene dal loro territorio ed è punibile dal tribunale. Però si stanno creando casi di immigrazione da una regione all’altra dell’Ecuador. Per risolvere tutto questo, il governo non deve usare minacce o mettere in campo forze militari, ma aprire un discorso serio sull'autonomia del nostro popolo."
 
Perché la popolazione Shuar viene considerata una delle più pericolose dell’America Latina?
"Come ho detto in precedenza, noi Shaur siamo stati il popolo che maggiormente ha resistito e combattuto contro il colonizzatore spagnolo. Gli Shuar hanno preso la forza dalla natura, non abbiamo bisogno di studiare per poi andare a scontrarci con la cosiddetta globalizzazione che ci troviamo addosso. Non abbiamo bisogno nemmeno di antropologi e psicologi che ci spieghino come siamo fatti. Sono millenni che viviamo in mezzo alla natura e da essa traiamo forza interiore, per lo spirito e per la mente."

Alessandro Grandi

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