21/12/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Intanto l'Unione europea ha annunciato l'invio di una delegazione di 110 osservatori in vista del referendum del 9 gennaio che riguarderà le regioni del Sud

Le trattative tra il governo e i ribelli sudanesi Jem (Movimento Giustizia e Uguaglianza) del Darfur sono state riaperte dopo sette mesi di silenzio. Le parti sono tornate al tavolo per discutere di un cessate il fuoco che nei mesi passati ha provocato decine di vittime. Il Jem è uno dei due principali gruppi ribelli che nel 2003 hanno scatenato una rivolta accusando il governo del Sudan di trascurare il Darfur.

La sanguinosa repressione governativa è stata bollata come genocidio da varie parti, tra cui gli Usa.

Intanto l'Unione europea ha annunciato l'invio di una delegazione di 110 osservatori in Sudan in vista del referendum del 9 gennaio prossimo che riguarderà le regioni del Sud. Stando al quotidiano Sudan Tribune il team è guidato dalla europarlamentare Veronique de Keyser. Nel Paese africano sono già presenti dallo scorso novembre 16 osservatori internazionali e tre esperti di politica per monitorare il processo elettorale. Una missione della Ue si era recata lo scorso aprile in Sudan per seguire le elezioni presidenziali e aveva precisato che la tornata elettorale non aveva soddisfatto gli standard internazionali. E oltre 72 giornalisti si sono accreditati per seguire il referendum. Il 9 gennaio gli abitanti del sud dovranno decidere per l'autonomia da Khartoum o se rimanere all'interno di un Sudan unito.

Parole chiave: Sudan, cessate fuoco, ribelli, Darfur, elezioni
Categoria: Guerra, Pace, Armi
Luogo: Sudan