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In Colombia la situazione rimane incadescente. A raccontarci cosa
stia realmente accadendo nel Paese sudamericano martoriato da quaranta
anni di conflitto è Cristiano Morsolin, cooperante e giornalista
italiano, che è stato costretto a fuggire da Bogotà perché minacciato
di morte.
Denunciare. "Continuano anche le azioni di terrore dello Stato contro la
comunità di pace di San Josè de Apartado, e non solo" denuncia. "Il gesuita Javier
Giraldo,
da
tempo minacciato di morte per il suo impegno perché coordinatore della
ong ecclesiale Giustizia e Pace impegnata anche in azioni di denuncia,
ha scritto una dura
lettera al presidente Uribe per far cessare la disumana catena di
crimini di lesa umanità perpetrati da agenti dello Stato colombiano.
Questo è l'atteggiamento giusto. Dobbiamo continuare così. Dobbiamo
cercare di alimentare la
mobilitazione internazionale che si è mossa dopo le minacce che ho
subito perchè figure come Padre Javier Giraldo e Gloria Cuartas, sindaco di San
Josè, restano là e continuano ad
essere nel mirino, bersagli del potere arrogante di una democrazia
fittizia che criminalizza i difensori dei diritti umani, i movimenti
popolari, i sindacalisti. Ora le minacce sono dirette anche contro il
collettivo di avvocati “Restrepo” e la sua Presidente Soraya Gutierrez
Arguiello".
Senza paura. "Ricordo le forti parole di Soraya Gutierrez.
In Democrazia o impunidad dell'aprile
2005 ha puntualizzato come il
paramilitarismo sia un fenomeno militare, sociale, economico e politico
che sta
cresendo a dismisura negli ultimi anni, grazie anche alla connivenza di
Stato e
esercito”. I gruppi
paramilitari combattono contro le Forze armate rivoluzionarie colombiane e contro
l'Esercito di liberazione nazionale ormai
da quaranta anni. Ultimamente, però, sono riusciti a cacciare i guerriglieri da
importanti zone
del paese, proprio grazie all'appoggio dell'esercito. In molte delle
aree in
cui adesso spadroneggiano hanno rivoluzionato le relazioni con la
popolazione.
Hanno, infatti, annullato ogni forma di opposizione democratica messa
in atto
dalla società civile, non rispettando la scelta di molti villaggi
di
diventare "comunità di pace", neutrali al conflitto, super partes sia
rispetto ai guerriglieri che ai paramilitari. Seguendo il principio o
"con
noi o contro di noi", hanno dunque avviato il tragico fenomeno del
desplazamento
forzato, costringendo migliaia di persone a lasciare le proprie terre.
Questo li ha portati a poter controllare immense distese di terre,
ricche e fertili e a poterne dispensare a proprio
piacimento, con la connivenza dello Stato. Di conseguenza hanno potuto
contribuire a lasciare il via libera ai grandi
progetti agro-industriali. Per questo i paramilitari sono appoggiati
da ampi settori d'impresa, e non solo. Possono contare su commercianti,
istituzioni di sicurezza dello Stato, forze militari e di
polizia, rappresentanti del
potere giudiziario e governi locali e regionali e godono di una
significativa
rappresentanza nel parlamento colombiano e di una profonda affinità con
l’attuale
amministrazione statale". Stella Spinelli