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Roberto Bichi, giudice della prima sezione di Milano, si è pronunciato favorevolemente nei confronti della richiesta di dieci rom del campo in via Triboniano per la concessione dei 25 alloggi popolari promessi nell'accordo stipulato, il settembre scorso, con la Casa della carità, Ceas e Consorzio Farsi Prossimo, da parte del sindaco Letizia Moratti, del prefetto Gian Valerio Lombardi e del ministro dell’Interno Roberto Maroni.
L'ordine di rispettare gli impegni presi ha seguito l'accoglimento del ricorso promosso dai legali dei dieci rom, Alberto Guariso e Livio Neri, in cui citano i progetti sottoscritti dai ricorrenti, dal dottor Francesco Russo, per conto del commissario emergenza rom e dal comune di Milano, rappresentato dal direttore di settore, la dottoressa Paola Suriano. In essi, si descrive l'assegnazione in locazione di 25 alloggi ai tre enti sociali sopracitati nonchè l'individuazione degli eventuali beneficiari, imponendo a ciascuno di essi la rinuncia "all'autorizzazione alla permanenza nel campo di via Barzaghi e il conseguente abbandono dello stesso entro il giorno 15 ottobre (2010), con la consapevolezza che la mancata realizzazione del progetto dovuta alla responsabiiltà dei ricorrenti o delle loro famiglie comporterà comunque la perdita del diritto a risiedere nel campo".
Successivamente, il 27 settembre, ultimata la raccolta delle firme dei progetti, nel corso di una conferenza stampa, Maroni aveva annunciato che "i ricorrenti (come gli altri beneficiari delle abitazioni) non avrebbero potuto acquisire gli alloggi indicati nei rispettivi progetti, bensì altri, che sarebbero stati reperiti facendo leva "sul gran cuore di Milano". Da qui il ricorso e il conseguente provvedimento del giudice Bichi, che ha dato ragione ai dieci rom.