30/07/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Si è chiusa la prima edizione del Forum sociale delle Americhe
scritto per noi da
Paola Erba 
 
Forum sociale delle AmericheSi chiude oggi la prima edizione del Forum sociale delle Americhe: sei giorni che a Quito, in Ecuador, hanno riunito 4000 delegati e 700 organizzazioni latinoamericane, al motto di Otra América es posible, un’altra America è possibile.
 
Fra i partecipanti, le portavoci dei movimenti indigeni Blanca Chancoso (Ecuador) e Rigoberta Menchu (Guatemala), le ex ministre dell’attuale governo di Lucio Gutierrez, Nina Pacari (Conaie) e Rosa Maria Torres, il consigliere del presidente brasiliano Frei Betto, il premio nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel. E poi le associazioni organizzatrici del Forum: la Confederazione dei popoli indigeni dell’Ecuador Ecuador (Conaie), l'equatoriana Acción ecologica, il Consiglio latinoamericano delle chiese, le reti di studenti e di donne.
 
Tutti insieme, per comprendere le forme che assume, regione per regione, la globalizzazione neoliberista e per trovare soluzioni alternative.
 
Al centro delle discussioni, la povertà, la democrazia partecipativa, le questioni indigene, la sostenibilità ambientale. E poi, soprattutto, il Trattato di Libero Commercio americano, (TLC), che proprio in questi giorni, Colombia, Ecuador e Perù stanno negoziando.
 
“Il trattato – ha detto il sindaco di Margaritas (Chiapas) Jorge Luis Escandon- colpisce la nostra cultura e i nostri modi di vivere. Ogni giorno sono sempre di più i prodotti statunitensi che invadono le nostre comunità. Rispetto agli Stati Uniti, stiamo diventando importatori di qualsiasi prodotto ed esportatori di una sola cosa: mano d’opera, migranti”.
 
E a proposito di migranti, il Forum ha affrontato la questione delle rimesse, il denaro inviato in patria dai familiari che lavorano negli Stati Uniti. Complessivamente, in tutta l’America Latina, le rimesse ammontano a 38 miliardi di dollari e in alcuni casi sono il maggior ingresso di valuta pregiata nel Paese. In Ecuador, ad esempio, fruttano quanto l'esportazione di petrolio. “Grazie alle rimesse degli emigrati, lo Stato può applicare con più libertà i suoi programmi economici, a detrimento degli investimenti nel settore sociale”, ha commentato l’economista ecuadoriano Alberto Acosta.
 
“La globalizzazione neoliberale avrà termine”, ha detto fiducioso il sociologo brasiliano Boaventura de Sousa Santos. “Questo avverrà anche grazie al nostro lavoro: non si tratta di uscire dal mercato, ma di far sì che il mercato assuma i costi umani ed ambientali delle proprie operazioni… Sono soggetti di questo cambiamento tutti coloro che rifiutano di essere trattati da oggetti”.
 
Decisivo, in questa sfida, il ruolo dell’informazione. Non è mancato, infatti, l’appuntamento sul diritto all’informazione e alla comunicazione, organizzato dalle reti e dai media indipendenti latinoamericani, che negli ultimi anni, al di là del ruolo tradizionale, sono diventati un valido strumento per organizzare la resistenza (durante le campagne di privatizzazione in Bolivia, ad esempio) e per promuovere le culture indigene.
 
Nel corso del Forum, infine, è stato messo in scena un processo etico-politico alla Banca mondiale e al Banco Interamericano di Sviluppo (BID). Un 'Tribunale per la sovranità alimentare', costituito ad hoc, ha dichiarato le due istituzioni responsabili di crimini sociali e ambientali causati dalle loro politiche, ha condannato i prodotti transgenici, e ha chiesto l’immediata restaurazione dell’ecosistema danneggiato. "Il risarcimento -spiega il documento- deve avvenire attraverso progetti di riforma agraria e di trasformazione dell’agricoltura".
 
A fianco del Forum, nei giorni immediatamente precedenti, si sono tenuti il Forum Urbano, il Forum Giovanile, quello degli Enti locali per l’Inclusione Sociale, e il Vertice dei popoli e delle nazionalità indigene.
 
Quest'ultimo, organizzato dalla Confederación de las Nacionalidades Indígenas del Ecuador (CONAIE), dall' Organización de las Nacionalidades Quichuas del Ecuador (ECUARUNARI) e dalla Coordinadora de las Organizaciones Indígenas de la Cuenca Amazónica (COICA), ha visto la partecipazione dei delegati di 64 popoli e nazioni indigene.
 

Categoria: Diritti, Popoli
Luogo: Ecuador
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