17/12/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Elettroshock, abusi sessuali, soffocamento con l'acqua e rottura dei muscoli delle gambe: pratiche usuali contro gli indipendtisti imprigionati nelle carceri indiane

Nel 2005 la Crocer Rossa informò i diplomatici Usa delle torture che quotidianamente subiscono gli indipendentisti rinchiusi nelle carceri del Kashmir indiano. Elettroshock, abusi sessuali, soffocamento con l'acqua e 300 casi di abuso "roller", una pratica che prevede la rottura dei muscoli delle gambe. Sono solo alcuni esempi di come i militari torturano i carcerati, spesso civili, per avere informazioni sulle insurrezioni dei ribelli.

A svelarlo è uno dei cablogrammi di WikiLeaks pubblicato ieri. Il 6 aprile del 2005 la Croce Rossa informò i diplomatici statunitensi dei metodi di di tortura e degli abusi che periodicamente subivano i carcerati da parte delle forze di sicurezza indiane. La Croce Rossa lo avrebbe scoperto grazie a 1.491 interviste - effettuate grazie a 177 visite agli istituti di detenzione di Jammu e del Kasmir e altre 1.296 interviste private, mentre sarebbe stato negato loro l'accesso al colloquio con alcuni detenuti - effettuate tra il 2002 e il 2004.

Essendo le torture praticate con una certa consuetudine, la Croce Rossa avrebbe riferito ai diplomatici statunitensi che "il governo indiano consente pratiche di violenza sui detenuti".
Il corrispondente di Al jazeera a New Delhi, Prerna Suri, ha detto che, anche se le accuse sono scioccanti, non sono certo una novità: "Le associazioni a difesa dei diritti umani hanno già reso pubblico questo problema anni fa. Ci sono leggi che garantiscono una totale immunità e speciali poteri all'esercito. Possono picchiare i civili e uccidere o torturare senza subire alcuna condanna".

Parole chiave: Kashmir, tortura, detenuti
Categoria: Tortura, Popoli
Luogo: India