19/06/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Discordanti le versioni sull'uccisione di trentaquattro persone
Soldato“Le trentaquattro persone uccise martedì a La Gabarra non sono poveri indifesi, bensì paramilitari narcotrafficanti”.
 
Ad affermarlo, smentendo i media colombiani, è Max Lioce della segreteria dell’ Associazione Nuova Colombia, che da molti anni appoggia il popolo del paese latinoamericano con campagne e iniziative, cercando anche di diffondere un’informazione senza filtri e censure.
 
“Siamo in contatto quotidiano con molte associazioni, gruppi, organizzazioni, gente comune della Colombia, cosa che ci permette di avere notizie dirette e non distorte dai mass media nazionali, che sono controllati e diretti dalle due più grandi e potenti famiglie colombiane – spiega -. E’ con cognizione di causa, quindi, che affermiamo che gli avvenimenti di martedì, attribuiti alle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), non sono avvenuiti come i media colombiani e internazionali hanno descritto. In Colombia c'è un conflitto sociale e armato che dura da oltre mezzo secolo e che ha profonde cause di natura sociale, politica ed economica, senza la rimozione delle quali non sarà possibile trovare una soluzione politica del conflitto stesso. E se la guerriglia ha attaccato quei paramilitari, si è trattato di un atto di guerra non contro semplici e inermi campesinos, ma contro lo strumento principale del terrorismo di Stato del regime fascista di Uribe Velèz, il paramilitarismo".
 
Il dipartimento di Norte Santander, dov’è ubicato il municipio di Tibù a cui appartiene La Gabarra, è una delle aree dove negli ultimi mesi si sono più concentrati i paramilitari. E’ infatti una zona ricca di petrolio e di coltivazioni di hoja de coca e quindi molto appetibile e importante da controllare. Per queste ricchezze e per la presenza di molte multinazionali del petrolio, le Forze militari ufficiali l’hanno trasformata in una vera e propria zona de guerra e hanno costretto i contadini – quelli sì che erano campesinos - a sgomberarla forzatamente.
 
“ I mezzi di comunicazione europei e italiani si dimenticano che in Colombia vengono sfollati ogni giorno migliaia di contadini, espulsi dalle proprie terre, e che centinaia di pesone vengono assassinate, torturate, fatte sparire o imprigionate in quanto difensori dei diritti umani, leader contadini, sindacalisti e oppositori. Perchè i grandi network dell'informazione occultano questa realtà, rendendosi compilici della cortina fumogena disinformativa fatta calare sulla Colombia?"
 
“Invece di ricostruire la vicenda in modo veritiero e approfondito – è specificato nell’agenzia Nueva Colombia –, i mezzi di comunicazione hanno celebrato la morte dei trentaquattro narco-trafficanti spacciandoli per contadini e cercando così di confondere l’opinione pubblica. Si tratta dell’ennesima azione di combattimento tra i guerriglieri e i paramilitari, non di una strage di innocenti. E le prese di posizione di Uribe, che grida al crimine di guerra, sono lacrime di coccodrillo. In realtà il presidente è totalmente colluso con i paramilitari, che da quando è al governo si sono moltiplicati. Un’ennesima dimostrazione, questa del suo profondo disprezzo per la vita dei colombiani”.
 
L’azione di La Gabarra è stata comunque definita la peggiore da quando il presidente Uribe è salito al potere, due anni fa. L’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite, sposando avventatamente la versione dei trentaquattro contadini inermi, l’ha condannata come “crimine di guerra”, definendola “omicidio premeditato di civili indifesi”.
 
E nel frattempo la Colombia continua a vegetare nei suoi tragici numeri:
 
- oltre tre milioni di profughi interni, sfollati dalle loro terre a causa dell’imposizione di megaprogetti e del latifondismo
 
- il 77 per cento dei colombiani vive in condizioni di povertà
 
- il tasso di disoccupazione è al 30 per cento
 
- la maggiore disuguaglianza tra ricchi e poveri dell’America latina (assieme al Brasile)
 
- il 60 per cento dei lavoratori è precario
 
- quasi 600 incidenti dichiarati sul lavoro al giorno
 
- l’80 per cento delle terre migliori è di proprietà dell’1,5 per cento della popolazione
 
- un sindacalista assassinato ogni quattro giorni. Il 90 per cento dei sindacalisti assassinati all’anno è colombiano.
 
Stella Spinelli
Categoria: Guerra
Luogo: Colombia
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