15/12/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Il governo di Seoul teme la proliferazione degli impianti nordcoreani di arricchimento dell'uranio impoverito

Lo scavo di un tunnel nella cittadina di Punggye, nell'area nord-orientale della Corea del Nord, ha destato perplessità, nelle élite politiche di Washington e di Seoul, sulla probabile pianificazione di un terzo test nucleare.

Come riportato dal quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo, il tunnel, il cui completamento è previsto per il marzo prossimo, è profondo 500 metri. Fonti di intelligence sudcoreana ritengono che la celere prosecuzione dei lavori lo porterà presto a mille metri di profondità, misura necessaria per effettuare un test atomico. Sono inoltre in corso alcune migliorie sull'impianto già esistente di Yongbyon.

Intanto, il ministro degli Esteri di Seoul non ha rilasciato alcun dettaglio sulla notizia, limitandosi a constatare che "non vi è alcuna prova che Pyongyang stia progettando un test nucleare". Ma queste dichiarazioni non riescono a ridimensionare la tensione che pervade la regione meridionale della penisola coreana dove, in seguito al bombardamento di un isola vicino al confine marittimo, sono aumentate le esercitazioni militari e navali. "Il governo è pronto a difendersi da eventuali attacchi", ha annunciato il primo ministro Kim Hwang-shik, argomentando che tali misure sono necessarie per garantire la protezione del suolo nazionale da un probabile raid aereo nemico.

L'inviato degli Stati Uniti, James Steinberg, è volato a Pechino per un colloquio sulle aspirazioni nucleari nordcoreane. Il governo di Seoul è preoccupato dalla possibilità che le strutture di arricchimento di uranio impoverito siano maggiori di quelle menzionate. Vero è che il sito di Punggye, secondo analisti americani e sudcoreani, potrebbe rappresentare un'alternativa seconda rotta all'impianto principale di Yongbyon, incrementando le dotazioni belliche atomiche della Corea del Nord e permettendole di irrobustire la posizione detenuta nella comunità internazionale.

In particolare, la proliferazione degli impianti nucleari e l'acquisizione di un maggior peso nello scacchiere regionale e mondiale, potrebbero fungere da strumento per dissipare la pressione politica interna relativa alla questione della successione, per garantire il trasferimento dei poteri dal leader indiscusso Kim Jong-il al figlio Jong-un.