02/06/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Al via il quattordicesimo festival internazionale di poesia contemporanea
scritto per noi da
Nicoletta Sala
 
Juan Manuel RocaArrivano da tutto il mondo, destinazione Medellìn. Sono i poeti che parteciperanno al quattordicesimo festival internazionale di poesia contemporanea della Colombia, indetto e organizzato dalla rivista Prometeo. Si celebrerà a Medellìn, dal 18 al 24 di giugno e ospiterà artisti di cinquantadue paesi di diversi continenti.
 
Il festival, unico al mondo, sia per i protagonisti che per l’organizzazione e il pubblico, assume, in un paese come la Colombia che affronta da quarant’anni una violenta guerra civile, un particolare significato e un valore etico e civile oltre che culturale.
 
Pochi nomi dicono tutto dell’importanza dell’appuntamento. Ci saranno poeti come Josè Emilio Pacheco (Messico), Juan Manuel Roca (Colombia),  Amina Said (Tunisia),  Marcel Kemadjou (Camerun), e rappresentanti di paesi come San Martin, Albania, Bosnia, Kenia, Yemen, presenti per la prima volta al festival.
 
Un avvenimento unico ed esemplare nel suo genere, un luogo reale di multicultura. “In una città colpita dalla violenza e circondata dalla paura – spiega il direttore del comitato organizzatore Fernando Rendon, - il festival è per il popolo colombiano un importantissimo momento di dialogo e di incontro, capace di promuovere una cultura più democratica, facilitando l’accesso ai beni ed ai servizi culturali a quanti ne sono tradizionalmente emarginati”. Tra i principali obbiettivi, quello prioritario: “alimentare l’amore del popolo colombiano per la vita, la pace, la libertà e l’immaginazione, al fine di trascendere il doloroso momento che vive il paese”.
 
La poesia, a Medellìn, è dunque poesia civile, sociale, comunicativa e multietnica. Che un festival di poesia possa realizzare tali, tanti e tanto importanti obbiettivi sembra difficile a credersi, ma le precedenti edizioni dimostrano come la lettera, in questo caso, non resti morta. Come sottolinea il poeta e filosofo tedesco Hans Magnus Enzensberger, “la cosa più impressionante è il pubblico”. Un pubblico vasto e variegato quello del festival: studenti, giovani e non; donne e uomini delle più diverse estrazioni sociali. Artisti di tutte le culture, minoranze comprese, recitaranno i propri versi nella propria lingua. Ma il vero miracolo è un altro. Sono il calore, l’attenzione e la sensibilità mostrati dal pubblico di Medellìn, “un pubblico che non ascolta passivamente”, che si commuove persino.
 
Martha Canfield, che sarà tra i rappresentanti della poesia italiana al festival, mette in luce un'altra particolarità, di carattere organizzativo-gestionale, dell’evento, che ne conferma il valore e la non convenzionalità. Il festival, sostenuto economicamente dal Municipio de Medellìn, dalle associazioni umanitarie Hivos (olandese) e Development and Peace (canadese), dal governo svizzero ed infine dal ministero della cultura Colombiano (che ha però considerevolmente diminuito i finanziamenti, ed “in conseguenza all’indeclinabile attitudine di indipendenza politica del Festival”, F.Rendon) vive della solidarietà e della disponibilità dimostrata dalla cittadinanza, variamente impegnata nell’organizzazione. Un esempio, quello di Medellìn, che conferma il carattere etico, ed il ruolo socialmente attivo che una certa cultura ispanoamericana vuole, può e ha saputo ricoprire, pur variamente ostacolata, in paesi segnati da profonde ferite e gravissimi conflitti; una cultura, che con queste manifestazioni, guadagna apertura e risonanza internazionali.

Categoria: Guerra, Pace
Luogo: Colombia