scritto per noi da
Nicoletta Sala
Arrivano da
tutto il mondo, destinazione Medellìn. Sono i poeti che parteciperanno
al quattordicesimo festival internazionale di poesia
contemporanea della Colombia, indetto e organizzato dalla rivista
Prometeo. Si celebrerà a Medellìn, dal 18 al 24 di giugno e ospiterà
artisti di cinquantadue paesi di diversi continenti.
Il festival, unico al mondo, sia per i protagonisti che per
l’organizzazione e il pubblico, assume, in un paese come la Colombia
che affronta da quarant’anni una violenta guerra civile, un particolare
significato e un valore etico e civile oltre che culturale.
Pochi
nomi dicono tutto dell’importanza
dell’appuntamento. Ci saranno poeti come Josè Emilio Pacheco (Messico),
Juan Manuel Roca (Colombia), Amina Said (Tunisia), Marcel
Kemadjou (Camerun), e rappresentanti
di paesi come San Martin, Albania, Bosnia, Kenia,
Yemen, presenti per la prima volta al festival.
Un avvenimento unico ed esemplare nel suo genere, un
luogo reale di multicultura. “In una città colpita dalla violenza e
circondata dalla paura – spiega il direttore del comitato organizzatore
Fernando Rendon, - il festival è per il popolo colombiano un
importantissimo momento di dialogo e di incontro, capace di promuovere
una cultura più democratica, facilitando l’accesso ai beni ed ai
servizi culturali a quanti ne sono tradizionalmente emarginati”. Tra i
principali obbiettivi, quello prioritario: “alimentare l’amore del
popolo colombiano per la vita, la pace, la libertà e l’immaginazione,
al fine di trascendere il doloroso momento che vive il paese”.
La poesia, a Medellìn, è dunque poesia
civile, sociale, comunicativa e multietnica. Che un festival di poesia
possa realizzare tali, tanti e tanto importanti obbiettivi sembra
difficile a credersi, ma le precedenti edizioni dimostrano
come la lettera, in questo caso, non resti morta. Come sottolinea il
poeta e filosofo tedesco Hans Magnus Enzensberger, “la cosa più
impressionante è il pubblico”. Un pubblico vasto e variegato quello del
festival: studenti, giovani e non; donne e uomini delle più diverse
estrazioni sociali. Artisti di tutte le culture, minoranze
comprese, recitaranno i propri versi nella propria lingua. Ma il vero
miracolo è un altro. Sono il calore, l’attenzione e la
sensibilità mostrati dal pubblico di Medellìn, “un pubblico che non
ascolta passivamente”, che si commuove persino.
Martha Canfield, che sarà tra i rappresentanti della poesia
italiana al festival, mette in luce un'altra particolarità, di
carattere organizzativo-gestionale, dell’evento, che ne conferma il
valore e la non convenzionalità. Il festival, sostenuto economicamente
dal Municipio de Medellìn, dalle associazioni
umanitarie Hivos (olandese) e Development and Peace (canadese), dal
governo svizzero ed infine dal ministero della cultura Colombiano (che
ha però considerevolmente diminuito i finanziamenti, ed “in
conseguenza all’indeclinabile attitudine di indipendenza politica del
Festival”, F.Rendon) vive della solidarietà e della disponibilità
dimostrata dalla cittadinanza, variamente impegnata
nell’organizzazione. Un esempio, quello di Medellìn, che conferma il
carattere etico, ed il ruolo socialmente attivo che una certa cultura
ispanoamericana vuole, può e ha saputo ricoprire, pur variamente
ostacolata, in paesi segnati da profonde ferite e gravissimi conflitti;
una cultura, che con queste manifestazioni, guadagna apertura
e risonanza internazionali.