14/12/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



La rabbia monta dopo la morte di un ultras, mentre ai gay viene proibito di sfilare

Alta tensione a Mosca. Le autorità temono nuovi scontri xenofobi, dopo che uno dei tifosi della squadra di calcio dello Spartak Mosca è morto in una rissa, la scorsa settimana, con un caucasico.

Le strade della capitale moscovita restano sotto stretta sorveglianza della polizia che, in tenuta antisommossa, è pronta a intervenire in caso di nuovi episodi. Ad innescare i timori oggi ci sono voci e segnalazioni - che non trovano conferme - sul possibile arrivo nella città di gruppi di persone provenienti dalle regioni caucasiche. Di una risposta cioè dei caucasici alle provocazioni dei tifosi.

Ma anche i messaggi che rimbalzano su internet dei blogger russi - da quelli dell'estrema destra a quelli radicali - che si scambiano informazioni sulla possibile organizzazione, per domani, di nuove manifestazioni. La polizia - si legge sulle agenzie russe - sta verificando la veridicità delle informazioni. Sabato scorso le contestazioni si sono trasformate in una vera e propria guerriglia urbana con violenti scontri con la polizia, vicino alla Piazza Rossa ed al Cremlino, terminati con un bilancio di oltre trenta feriti e almeno settanta arresti. Oggi, sulla questione, è intervenuto il capo del consiglio dei mufti (autorità religiosa islamica) Ravil Gainutdin che ha messo in guardia sul rischio di una deriva ''anticaucasica e antislamica della società russa''.

I gruppi neonazisti sono molto temuti dalle autorità di Mosca che, in previsione di gravi difficoltà di ordine pubblico, sono intenzionati a negare l'autorizzazione per la manifestazione ad un gruppo di attivisti omosessuali che voleva organizzare per venerdì prossimo un corteo in memoria delle vittime delle persecuzioni nei confronti dei gay nell'era sovietica. Lo riferisce l'Interfax riportando alcune dichiarazioni degli organizzatori della cerimonia che volevano manifestare, sulla Lubianka, chiedendo la riabilitazione della memoria di tutti quegli omosessuali che, in base alle leggi del regime sovietico, sono stati perseguitati.

Parole chiave: caucaso, naziskin
Categoria: Diritti, Politica, Popoli
Luogo: Russia