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Un appello pubblico all'Ue affinchè svolga un ruolo più attivo in Medio Oriente, neghi ogni rafforzamento delle relazioni con Israele in assenza di un congelamento delle colonie e annunci fin d'ora il riconoscimento d'un futuro Stato palestinese con Gerusalemme est capitale è stato lanciato da 26 ex leader politici europei. Lo riferisce il giornale liberal israeliano Haaretz.
L'iniziativa - partorita dopo il fallito tentativo di Washington di convincere Israele a una moratoria edilizia di ulteriori tre mesi negli insediamenti - è sostenuta da nomi noti della politica europea degli ultimi anni: il primo della lista è quello dell'ex presidente tedesco Richard von Weizsacher, ma fra gli altri - oltre all'ex presidente del consiglio italiano ed ex capo della commissione europea, Romano Prodi - spiccano anche Javier Solana (già ministro degli Esteri di Madrid, segretario generale della Nato e capo della diplomazia Ue), l'ex premier spagnolo Felipe Gonzales e la ex presidente irlandese Mary Robinson.
Nel documento si chiede che l'Unione Europea - che ha deplorato il "no" israeliano sulla moratoria, ma senza assumere passi concreti - si affianchi con maggiore determinazione agli Usa sul fronte del processo di pace. Così suggeriscono a Bruxelles di congelare ogni ipotesi di "upgrade" delle relazioni con Israele fino a quando lo Stato ebraico non avrà accettato a sua volta di "congelare le attività di colonizzazione" nei territori occupati dal 1967, sia in Cisgiordania sia a Gerusalemme est. I firmatari riconoscono inoltre il diritto dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) di chiedere sostegno internazionale di fronte all'impasse negoziale e raccomandano all'Ue di confermare formalmente il rifiuto di ogni modifica unilaterale dei confini del 1967 (in base ai quali i palestinesi possono rivendicare la sovranità sull'intera Cisgiordania, la Striscia di Gaza e Gerusalemme est).
Parole chiave: Europa, Israele, negoziato pace, gerusalemme est capitale stato palestinese