10/12/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



L'agguato è una chiara manifestazione della profonda instabilità istituzionale che pervade il sistema politico iracheno

Il direttore generale del ministero della Sicurezza nazionale irachena, Yaqoub Al Dujaili, è stato ucciso vicino all'autostrada che conduce all'aeroporto di Muthana, nell'area orientale di Baghdad. L'attacco porta la firma di un gruppo di uomini armati, non ancora riconosciuti, che, dopo aver assassinato l'alto funzionario con una pistola dotata di silenziatore, sono riusciti a disperdere le proprie tracce.

L'atto si contestualizza in quello scenario di profonda incertezza politica ed istituzionale che trova conferma nel tentato golpe baathista del mese scorso. Come descritto dalla testata araba al-Hayat, il capo della sezione antiterrorismo della sicurezza irachena, il generale Fadil Barwari, ha tentato di rassicurare l'opinione pubblica interna ed internazionale, ribadendo che, in seguito all'uscita delle forze statunitensi dall'Iraq, "i nostri apparati di sicurezza sono in grado di difendere il Paese".

Il commando dei ribelli, continua Fadil Barwari, era composto da 22 persone, tra i quali figurava anche un ufficiale traditore dell'esercito nazionale. I rivoltosi sono stati condotti in carcere a Baquba e sottoposti ad interrogatorio. Commentando l'accaduto, il generale ha aggiunto che "al-Qaeda aveva pianificato l'esecuzione di una serie di attentati con l'ausilio di aerei per ripetere in Iraq uno scenario simile a quello dell'11 settembre. Dovevano colpire Baghdad ed altre città del paese, ma siamo riusciti a scoprire il piano in tempo".

Come era prevedibile, il ritiro delle truppe americane dall'Iraq ha ulteriormente rafforzato la situazione di instabilità che caratterizza la regione. L'assassinio di Ahmad Yaqoub Al Dujaili e il tentativo di Colpo di Stato sono emblematici della critica situazione interna del paese, dove la mancanza di istituzioni centrali forti rende difficile, a tratti utopistico, garantire l'ordine e salvaguardare i diritti fondamentali della popolazione.