Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.19 - 2005 dal 14/5 al 20/5
Haiti. Il 14 un uomo della forza multinazionale di pace Minustah è stato ucciso in uno scontro a fuoco con i ribelli fedeli all’ex presidente
Jean Bertrande Aristide, nel nord della capitale.
Dal 30 settembre del 2004 sono circa 600 le persone che hanno perso la vita, sia in scontri fra ribelli e uomini delle
forze dell’ordine sia in regolamenti di conti fra bande criminali.
Nepal. Nell’ultima settimana decine di persone sono morte negli scontri tra guerriglieri
maoisti ed esercito. Le cifre però sono contrastanti e non ci sono fonti indipendenti
che possano confermarle. L’esercito dice di aver ucciso 48 ribelli e di aver perso 9 membri delle forze di sicurezza. Al contrario, i maoisti dicono che sono morti 35 soldati e solo 3 guerriglieri.
La guerra nel regno himalayano è cominciata nel 1996 e da allora ci sono state
circa 12mila vittime.
Kashmir indiano. Il 12 2 donne sono morte dopo che una granata è stata lanciata contro una scuola di Srinagar, capitale
del Kashmir indiano. Oltre 40 i feriti, tra cui molti ragazzi. L’attacco non è stato rivendicato, ma si ritiene che la
granata dovesse colpire un veicolo delle forze di sicurezza indiane che si trovava
vicino la scuola.
Il 13 un padre di famiglia e i suoi 2 figli sono morti per l’esplosione di una bomba nella città di Bijbehara, vicino Srinagar.
Il 14 un uomo non identificato ha ucciso il fratello di un ex capo militante islamico.
L’insurrezione dei militanti islamici contro l’esercito indiano è cominciata
nel 1989 e finora sono morte 40mila persone, tra cui molti civili.
India. Tra il 12 e il 14 alcuni scontri tra gruppi ribelli dello stato orientale del Manipur hanno
provocato diverse vittime tra gli insorti. Il Manipur è popolato da diversi gruppi religiosi ed è teatro di una lotta separatista
che dura da decenni.
Afghanistan. Il 12 maggio le proteste antioccidentali scatenate dall’articolo di Newsweek (iniziate
il giorno prima a Jalalabad con 5 morti) hanno provocato altri 3 morti sempre nella provincia orientale di Nangarhar.
Il 13, dopo la preghiera del venerdì, le manifestazioni si sono estese a mezzo Paese
con scontri tra dimostranti e polizia che hanno causato 15 morti a Ghazni, 3 morti nel Badakshan e un morto nel Badghis. Il bilancio complessivo delle vittime, tra manifestanti e poliziotti
afgani, è arrivato così a 27 morti.
La sera del 16 è stata rapita a Kabul Clementina Cantoni, cooperante italiana
di Care International.
Il 18 è stata assassinata a Kabul Shaima Razayee, presentatrice televisiva del programma
Hop di Tolo Tv.
Lo stesso giorno in un agguato sono stati uccisi cinque afgani che viaggiavano in auto nei pressi di Grishk, nella provincia di Helmand. Due
delle vittime lavoravano per la Chemonics, azienda Usa che si occupa della riconversione
delle coltivazioni di papaveri da oppio. Con loro viaggiava, oltre all’autista,
un ingegnere del governo e un poliziotto.
Il 19 mattina prima dell’alba i talebani hanno teso un’imboscata a un fuoristrada
dell’Onu che viaggiava sulla strada tra Kandahar e Kabul. Tutti sette i passeggeri, sette volontari afgani delle Nazioni Unite, sono stati
uccisi. L’attacco è avvenuto nei pressi del ponte di Aman, vicino a Qalat, capoluogo
della provincia meridionale di Zabul, un centinaio di chilometri a nord-est di
Kandahar.
Cecenia (Fed. Russa). Secondo il sito indipendentista ceceno ‘Kavkaz Center’ il 15 maggio 8 soldati russi sono stati uccisi in una battaglia avvenuta nei pressi dei villaggi di Agishti e Mahketi nella
gola del Bass, distretto di Vedenò.
Lo stesso giorno nel quartiere periferico Ivanovo di Grozny le forze russe hanno
ucciso 4 indipendentisti ceceni, tra cui l’ex vice-presidente ceceno Vakha Arsanov.
Il 16, sempre nel distretto di Vedenò, altri 2 soldati russi sono stati uccisi nell’attacco dei ceceni a una pattuglia in perlustrazione nella foresta. Lo
stesso giorno i guerriglieri hanno attaccato un convoglio militare russo vicino
al fiume Tsentaroy, distretto di Nojay-Yurt, uccidendo 4 militari russi.
In queste battaglie del 15 e 16 anche 7 guerriglieri ceceni sono rimasti uccisi secondo i comandi russi.
Sempre il 16 in un blitz delle forze russe alla periferia di Grozny sono stati
uccisi 3 ribelli ceceni.
Il 17 nel quartiere Staropromislov della capitale Grozny 4 soldati russi e 2 guerriglieri ceceni sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con gli indipendentisti e altri due militari russi sono morti durante un attacco sferrato dai ribelli nel sobborgo di Chechen-Aul.
Lo stesso giorno nel villaggio di Samashki, distretto di Achkhoi-Martan, almeno
un guerrigliero ceceno è stato ucciso in un combattimento dai russi.
Il 18 le forze speciali dell’esercito russo hanno attaccato un covo della guerriglia
nel villaggio di Stariye Atagi, poco a sud di Grozny, uccidendo 3 indipendentisti ceceni, tra cui il comandante Adam Khabirov e il suo vice Khamzat Yasayev.
Repubblica Democratica del Congo. Il 4 almeno 5 persone sono rimaste uccise e 12 sono rimaste ferite a Muji Mayi, nella regione del Kasai Orientale, in seguito a scontri tra autorità
e sostenitori dell’opposizione infuriati per il prolungamento del mandato dell’attuale
governo di transizione presieduto da Joseph Kabila. Il mandato sarebbe terminato
il prossimo giugno, ma è stato esteso per altri sei mesi. La polizia ha imposto
il coprifuoco nella zona.
Togo. A quasi un mese dalla fine delle elezioni del 24 aprile scorso sembra delinearsi
un bilancio dei morti causati dalla crisi politica che ha colpito il Togo. Secondo
la Lega Togolese per i diritti umani (Ltdh) sarebbero almeno 791 le vittime causate dalla crisi politica che ha investito il Togo negli ultimi mesi, all'indomani
della morte del dittatore Eyadema Gnassigbe e dell'esito delle elezioni presidenziali
vinte da suo figlio Faure Gnassigbe. Si tratterebbe tuttavia di un bilancio provvisorio,
in mancanza di dati precisi sui morti nelle file dell'esercito. Le ultime settimane
hanno visto l'intensificarsi delle recrudescenze, dopo che la vittoria di Faure
in un clima elettorale tesissimo era stata contestata dalla coalizione dell'opposizione
(Ufc). I disordini che erano sorti in tutto il sud del Paese avevano causato in
pochi giorni l'esodo di massa di oltre 25mila profughi in Ghana e Benin.
Iraq. Il 12, l'esplosione di un'autobomba a Kirkuk, nel nord dell'Iraq ha provocato 2 morti ed 1 ferito. Il generale Iyad Imad Mehdi e il colonnello Jamal Ahmed Hussein, due alti ufficiali delle forze di sicurezza irachene, sono stati uccisi in distinti attacchi a Baghdad. Un'altra autobomba, esplosa nel quartiere Jadida,
nella parte orientale di Baghdad ha provocato 15 morti e 84 feriti.
Il 13, un autobomba è esplosa a Baquba causando la morte di 3 iracheni, 2 uomini delle forze di polizia e 1 civile. Nella zona di Yarmouk ad ovest di Baghdad, guerriglieri hanno aperto il fuoco
contro una pattuglia della polizia irachena: il bilancio è di 1 morto e 5 feriti. 8 iracheni, sono stati uccisi in diversi attacchi a nord di Baghdad. 4 militari iracheni sono stati investiti dall’esplosione di una mina a Karabilah, non distante dalla
cittadina di al-Qaim, durante l’operazione Matador, in cui le fonti militari americane
ritengono che siano stati uccisi oltre 100 combattenti ribelli.
Il 14 3 iracheni sono stati uccisi e 4 feriti per l’esplosione di una bomba in un quartiere a sud di Baghdad. 2 militari iracheni sono rimasti uccisi e 8 civili feriti nell’attacco degli insorti contro un posto di blocco, gestito da americani e
iracheni a Ramadi. Un’autobomba è esplosa a Baghdad nei pressi del Ministero dell’Industria
causando 4 morti e 10 feriti. 4 marines sono morti nel corso dei combattimenti dell’Operazione Matador, vicino al confine con la
Siria: sono 25 le perdite subite dalle forze statunitensi nell’ultima settimana.
A Ramadi sono stati trovati i cadaveri di 10 soldati dell'esercito iracheno.
Il 15, sono stati trovati 13 corpi senza vita in una discarica alla porte di Baghdad. Qassim al-Characin, leader religioso
sciita è stato ucciso a Baghdad insieme al nipote. Doppio attentato a Baquba,
i morti sono 4 e i feriti 24, tra cui 6 agenti. 11 cadaveri sono stati ritrovati a Iskandariyah, a sud di Baghdad.
Il 16, altri 13 corpi di iracheni uccisi sono stati trovati a Baghdad. Sempre a nella capitale, 2 iracheni sono stati uccisi e altri 4 feriti dall’esplosione di una bomba mentre passava un convoglio militare. 3 iracheni che lavoravano per la tv del Kuwait sono stati uccisi a sud di Baghdad. 4 soldati iracheni sono morti e altri 4 sono rimasti feriti in due attacchi nei pressi di Baquba,
Il 17, 4 soldati iracheni sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con un commando di insorti vicino a una centrale elettrica
a Mussayib, nel sud dell’Iraq, Un responsabile della commissione irachena per
la lotta contro la corruzione, Alaa Eddine Wazir al-Obeidi, è stato assassinato a Baghdad. Un soldato americano è stato ucciso e un altro è rimasto leggermente ferito nell’esplosione di un ordigno a nord di Baghdad. Sayyed Muwaffaq Mansur al-Samuwi, l’Imam sciita di una piccola moschea di Baghdad è stato ucciso nella capitale. Il Comitato degli ulema ha reso noto il ritrovamento dei cadaveri di 2 religiosi sunniti di Baghdad, Hassan al-Nuaimi et Talal Naif al-Unizi,
Il 18 2 agenti della polizia irachena sono rimasti uccisi in un attacco suicida avvenuto nei pressi di Baiji, a nord di Baghdad. Un responsabile
del ministero dell’Interno iracheno, il generale Ibrahim Hamas, è stato assassinato nella zona meridionale di Baghdad. Un’auto-bomba contro
un convoglio della polizia irachena ha provocato il ferimento di almeno 18 persone, compresi 4 civili, nei pressi di Baquba, A Dhuliuya un altro soldato iracheno è stato ucciso, assieme a 2 civili, in un attacco con colpi di mortaio contro una base dell’esercito governativo.
A Balad un capitano della polizia irachena è stato ucciso dall’esplosione di un ordigno nascosto sotto la sua auto. Sempre vicino a Balad,
sono stati ritrovati i corpi di 4 camionisti iracheni. Un civile è stato ucciso e altri 3 sono rimasti feriti a Mosul nell’attacco di un gruppo di insorti contro un’accademia di polizia
Turchia. Il 13 nei pressi della cittadina di Kigi, nel Kurdistan turco, sono scoppiati degli
scontri tra soldati governativi e indipendentisti curdi del Pkk, 3 dei soldati turchi sono morti.
Il 14, 9 guerriglieri curdi morti negli scontri, nella provincia di Tunceli, con i
soldati di Ankara.
Il 17, un veicolo dell’esercito turco è saltato in aria a seguito dell'esplosione di
una mina sul monte Grabbar, nei pressi della città orientale di Shirnak: 6 militari
turchi sono morti. 2 ribelli curdi sono stati uccisi nella città sud-orientale
di Siirt mentre cercavano di avvicinarsi alla residenza del governatore provinciale.
Uno di loro si è ucciso prima di essere colpito dalla polizia, l'altro è fuggito,
per essere poi ripreso e ucciso. Un poliziotto è rimasto ferito negli scontri.