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Mentre la tensione sul 38° parallelo non accenna a diminuire, nuovi documenti diplomatici riservati, diffusi oggi da Wikileaks, mostrano come la Cina sia pronta a 'scaricare' il regime nordcoreano e ad accettare la riunificazione della penisola coreana sotto l'autorità di Seul.
In uno di questi cablogrammmi si legge che il viceministro degli Esteri sudcoreano Chun Yung-woo, racconta che due alti funzionari cinesi gli hanno detto di ritenere che la Corea dovrebbe essere riunita sotto il controllo di Seul e che questa opinione sta guadagnando terreno fra i vertici di Pechino.
In un altro dispaccio, il viceministro degli Esteri cinese confida agli americani che Pyongyang si comporta come "un bambino viziato" che cerca l'attenzione di Washington con i test missilistici dell'aprile 2009.
Uno dei documenti più interessanti, dello scorso febbraio, riferisce di una conversazione fra l'allora viceministro degli Esteri sudcoreano Chun e l'ambasciatrice americana Kathleen Stephens.
Qui Chun racconta che due alti funzionari cinesi, a margine dei colloqui a sei, hanno discusso di un possibile crollo della Corea del Nord. In questa eventualità la Cina accetterebbe una Corea riunificata controllata da Seul e ancorata agli Stati Uniti in una "alleanza benigna", se questa realtà non sarà ostile alla Cina.
Chiaramente Pechino non apprezzerebbe una presenza militare americana a nord della linea di demilitarizzazione che ora divide la penisola coreana. Inoltre Pechino sarebbe molto interessata alle opportunità economiche e commerciali di una riunificazione nordcoreana.
"Chun - si legge ancora - ha escluso la prospettiva di un possibile intervento militare cinese nel caso di un crollo della Corea del Nord, notando che gli interessi economici strategici della Cina sono rivolti agli Stati Uniti, al Giappone e alla Corea del Sud, non alla Corea del Nord".