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Joe Rehyansky, magistrato part time e veterano del Vietnam, ha scritto sul sito conservatore The Daily Caller, che le lesbiche dovrebbero essere autorizzate ad entrare nelle forze armate perchè così i soldati maschi etero potrebbero "convertirle".
Il Daily Caller ha poi rimosso alcune delle considerazioni ma non prima che fossero riprese da altri siti.
Nelle sue esternazione, Rehyansky, originario del Tennessee, sostiene che gli uomini sono naturalmente molto più promiscui delle donne e che "toccò agli uomini di saltare tra gli alberi e setacciare le grotte alla ricerca di quante più donne possibili da soggiogare e fecondare – un lavoro duro ma qualcuno doveva pur farlo"
Ha inoltre sostenuto che la "promiscuità" dei gay, insieme all'Hiv, avrebbe "conseguenze sanitarie disastrose" se gli omosessuali fossero autorizzati a entrare nell'esercito. I gay - spiega Rehyansky - diffondono malattie ad un tasso molto superiore al loro numero e per questo dovrebbero essere esclusi dal servizio militare.
"Non dovremmo risparmiare alla maggioranza dei nostri guerrieri etero che difendono il loro Stato - chiede retoricamente - l'umiliazione di farsi la doccia con altri uomini che raggiungono un piacere lascivo dalla vista di quei corpi nudi, e che potrebbero essere tentati di andare oltre la vista?".
Invece le soldatesse lesbiche, che Rehyansky elogia per le loro "capacità mediche e amministrative", devono essere accettate perchè "hanno meno pulsioni sessuali".
La sua tesi finale, ora rimossa dal Daily, è stata: "La mia soluzione sarebbe di separare la parte femminile della nostra popolazione omosessuale dal collettivo 'Rotti dietro', dando la possibilità ai militari etero di convertire le lesbiche e portarle nella normalità".
Diversi commentatori hanno accusato Rehyansky di inneggiare allo stupro correttivo.
La blogger Amanda Hess ha commentato: "Una volta che tutte le lesbiche sono state messe in un posto, un reggimento di ragazzi etero le farà diventare etero, presumibilmente con la tattica, a lungo testata, di sottomissione e ingravidamento delle donne contro la loro volontà".