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I militari e i poliziotti rimarranno dispiegati nelle favelas di Vila Cruzeiro e del Complejo del Alemán, Río de Janeiro, fino a che non si saranno installati definitivamente le Unità di polizia pacificatrice, le quali assumeranno il controllo della sicurezza in queste zone piegate dalla violenza del narcotraffico. E' questo il succo dell'accordo preso dal governatore carioca, Sergio Cabral, con il governo federale affinché i militari, giunti in massa la settimana scorsa per coadiuvare la polizia in piena guerra contro la criminalità, mantengano il loro ruolo di vigilanti per almeno altri sei, sette mesi.
Erano ottocento i militari delle Forze armate intevenuti, appunto, per appoggiare il governo di Rio de Janeiro nelle operazioni per debellare nacrotraffico e criminalità nella capitale dello stato. Il tutto grazie alla benedizione del presidente uscente Luiz Inacio Lula da Silva. Una vera e propria militarizzazione, con la concentrazione dei soldati lungo i perimetri delle aree occupate dalla polizia, che da giorni sta invadendo le favelas più turbolente quale Vila Cruzeiro e inscenando scontri a fuoco che hanno già fatto almeno trentotto morti.
Rinforzi assicurati, dunque, con tanto di armamenti pesanti: due elicotteri e dieci carri armati, oltre ai sei in assetto da guerra che già stanno usando da giorni grazie all'intervento dei soldati della Marina brasiliana. Non solo: per evitare di dover interrompere i blitz nelle ore notturne, gli uomini delle forze dell'ordine sono stati equipaggiati con occhiali a infrarossi capaci di guidarli nel buio più totale.
Intanto, la polizia è certa di aver ripreso il controllo di Vila Cruzeiro, dopo giorni di guerra con bande e narcotrafficanti, ma in particolare culla della più temuta associazione criminale di Rio. La corrispondente della Bbc nella capitale carioca ha confermato che negli ultimi scontri sono morte almeno trenta persone e cinquanta veicoli sono stati dati alle fiamme. Fonti governative assicurano che la maggioranza delle vittime sono trafficanti, ma ha anche ammesso che a perdere la vita sono stati anche cittadini innocenti: una ragazzina di 14 anni e una donna di 62. e a quanto pare la violenza è ancora ben lungi da finire. Testimoni parlano di circa duecento uomini armati arrivati dalle zone vicine per dar man forte in questa battaglia contro lo Stato. L'ultima volta che Rio ha vissuto questa lotta senza esclusione di colpi risale a due anni fa.
Le strade sono invase da circa 17.500 poliziotti che resteranno lì in base alla nuova normativa sulla sicurezza stabilita in vista dei Mondiali di calcio del 2014 e delle olimpiadi del 2016. Un provvedimento che evidentemente è andato di traverso ai narcos, che stanno perdendo forze e territorio. Di qui la battaglia iniziata domenica 21 e la reazione esasperata dello Stato centrale. Che resisterà in nome della programma di pacificazione.
"I trafficanti, spesso minorenni, sono mandati dai capi banda in giro per la città a bruciare auto e autobus - ha commentato Alessandro Vigilante da Rio - A rimetterci sono sempre e solo i più deboli". I pezzi grossi si tengono ben lontani dalla prima linea e alla luce di questo è molto, molto difficile scovarli e arrestarli. Occorrerà capire, dunque, cosa significa in termini pratici quanto dichiarato dalla polizia speciale, ossia "che non toglierà il pattugliamento permanente fino a quando non risolverà la situazione".
Stella Spinelli