29/04/2004
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I programmi di alfabetizzazione del governo di Chavez
scritto per noi da
Paola Erba
La Dolorita è una delle zone popolari di Caracas dove un
escualido, cioè un antichavista della classe media o alta non
entrerebbe mai. Yorman alla Dolorita ci vive, ha vent’anni e da qualche
mese fa il trabajador social, il lavoratore sociale. Insieme ad altri
ragazzi della sua età, gira per la zona per conoscere gli abitanti e
verificarne i bisogni, a partire dalla mancanza di una carta di
identità.
“Sembra un particolare trascurabile, ma non lo è: in Venezuela – spiega
Yorman - su 26 milioni di persone, 4 milioni non hanno la cosiddetta
cedula, la carta di identità. Senza di essa, non puoi iscriverti a
scuola, non puoi votare, accedere agli aiuti, avere un lavoro stabile.
In pratica, non esisti. Avere la cedula non è cosa facile. La chiedi e
poi aspetti dei mesi. Quasi sempre, devi anche pagare qualcuno perchè
acceleri il processo. Fra qualche giorno cominceremo a distribuire le
cedule: non non ci vorranno mesi, solo cinque minuti”.
Yorman è uno degli ottomila lavoratori sociali che in tutto il
Venezuela promuovono iniziative di vario tipo, finanziate dal governo e
indirizzate alla fasce più povere della popolazione con l’obiettivo di
farle uscire dalla marginalità e di promuovere la capacità di
organizzazione. Le più note sono la misiòn Robinson (due anni di
alfabetizzazione per chi non sa nè leggere nè scrivere), la misiòn
Ribas (completamento delle superiori per accedere all’università) e la
Sucre (specializzazione tecnica finalizzata al lavoro). E’ difficile
avere cifre esatte della partecipazione, ma in qualunque barrio vai,
c’è sempre qualcuno che ti si avvicina e ti dice orgoglioso che "ora va
a scuola". E’ gente di tutte le età e sono moltissimi gli anziani.
“Questi progetti –spiega Yorman- hanno ridato alla gente speranza,
dignità, fiducia. Creano fermento e iniziativa. Non è un caso che
ovunque ci si cominci ad organizzare e a inventare nuovi lavori. Il
governo ci dà una mano promuovendo cooperative di tutti i tipi. Vedi
questa scuola? Di giorno è una scuola superiore. Di notte si riempie di
adulti iscritti alle misiones Robinson e Ribas. Ebbene, fino all’anno
scorso era terribilmente trascurata: banchi rotti, muri scalcinati...
Qualche mese fa, un gruppo di alunni di misiòn Robinson e Ribas si sono
riuniti in cooperativa e hanno cominciato a sistemare tutto. E’ un
esempio di come iniziative del genere non servano solo a istruire. Io
vivo alla Dolorita da una vita. Da un anno assisto ad una rinascita che
non avrei mai immaginato. La gente ha meno paura ed esce per strada. Di
sera, la zona non è più il territorio incontrastato degli spacciatori”.
Prima di essere trabajador social Yorman faceva il benzinaio. Quelli
che come lui decidono di fare i lavoratori sociali, si formano a Cuba,
in un corso di tre mesi. Lo scambio con l'isola non si limita ai
lavoratori sociali: oggi, in Venezuela sono presenti circa 12mila
medici cubani, quasi tutti inviati nel corso del 2003-2004. Suppliscono
alla carenza di personale venezuelano. Lavorano nei quartieri più
poveri, dove grazie alla misiòn Barrio Adentro (una delle tante
promosse dal governo negli ultimi mesi), sono stati creati ambulatori
gratuiti di medicina di base. Solo alla Dolorita (70mila abitanti in
tutto) sono presenti 39 medici cubani e 23 consultori. Distribuiscono
medicine, visitano casa per casa e assistono - con un programma di
riabilitazione specifico - gli anziani con problemi di osteoporosi.
“La gente accoglie con entusiasmo queste iniziative – sottolinea Yorman
- perchè per la prima volta si sente presa in considerazione. Come vedo
il mio futuro? : legato al lavoro che sto facendo. Il prossimo anno mi
iscriverò all’università, alla facoltà di trabajo social. Il mio sogno
è una comunità organizzata, dove tutta la gente lavori. Vorrei vedere
tutti i bambini della Dolorita studiare. E mi auguro che questo
processo si allarghi e includa sempre più gente”.