25/11/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Un risorsa contro l'instabilità dell'area. Trasporterà il greggio da Abu Dhabi al Mare Arabico ed entrerà in funzione a dicembre

L'oleodotto degli Emirati Arabi che trasporterà il greggio da Abu Dhabi al Mare Arabico è pronto. Così sarà evitato lo stretto di Hormuz.

L'oleodotto, che corre da Hasban, a sud della capitale Abu Dhabi, a Fujairah, unica provincia degli Emirati Arabi Uniti che si affaccia sul mare Arabico, è un corridoio di sicurezza che consentirà di evitare l'instabilità dell'area del Golfo (dove si affacciano, oltre alle sei monarchie petrolifere, anche l'Iran e l'Iraq).

Lo stretto di Hormuz è attualmente l'apertura attraverso cui transita giornalmente oltre il 50 per cento del greggio globale. L'area di Hormuz negli anni Ottanta - ma anche alcuni mesi fa - è stata teatro di tensioni politico-militari che hanno avuto ricadute economiche sulle piazze mondiali.
In primavera, dopo l'inasprimento delle sanzioni internazionali contro Teheran per le sue ambizioni nucleari, l'Iran aveva minacciato il blocco dello stretto come ritorsione per eventuali attacchi. Minaccia già altre volte paventata da Ahmadinejad.

Molti i problemi che riguardano questa zona: Iran e Eau hanno un contenzioso aperto riguardo tre piccole isole proprio all'imboccatura dello stretto di Hormuz; e lo scorso luglio un'esplosione ha danneggiato la fiancata di una petroliera giapponese di ritorno in patria dopo il rifornimento a Ruwais, 240km da Abu Dhabi. Le Brigate Abdullah Azzam, un gruppo legato alla rete terroristica di Al Qaida, hanno rivendicato l'attacco.

Il nuovo oleodotto, che diventerà operativo a dicembre dopo aver superato gli ultimi test di collaudo, avrà una capacità massima di trasporto di 1,8 milioni di barili al giorno, sebbene funzionerà al regime di 1,5. La sola Abu Dhabi, che conta per oltre il 90 per cento della produzione petrolifera complessiva degli Eau, ne produce 2 milioni, per un valore, stimato nel 2009, di 70 milioni di dollari.