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Botta e risposta tra Vaticano e Cina. Dopo le accuse contro Pechino espresse dalla Santa Sede, secondo cui l'ordinazione di un nuovo vescovo non approvato dal Papa avrebbe violato la libertà religiosa, il portavoce governativo Hong Lei ha risposto che la nomina del vescovo di Chengde da parte dell'Associazione dei cattolici patriottici cinesi segue "la tradizione decennale di indipendenza e di autogoverno della Chiesa cinese [...] ed è espressione della libertà di religione".
Criticare la scelte dell' Associazione - ha aggiunto il portavoce - dimostra "intolleranza".
Sabato scorso l' Associazione patriottica, che risponde al governo di Pechino, ha nominato padre Giuseppe Guo Jincai vescovo della diocesi di Chengde, nel nord della Cina, nonostante il parere contrario del Vaticano. La questione della nomina dei vescovi è attualmente il maggior motivo di attrito tra la Cina e la Santa Sede, che non hanno formali relazioni diplomatiche dal 1951.
Parole chiave: vaticano, Giuseppe Guo Jincai, libertà religiosa