19/11/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Senatore, ci commenta il taglio del cinque per mille dell'ultima legge di stabilità?

E' una mascalzonata. E' un venir meno a un patto politico che la società italiana aveva stretto con il terzo settore.

Quindi in Senato vi opporrete?

Per noi il finanziamento del cinque per mille è un punto qualificante, presenteremo emendamenti. Ma non sono ottimista, perché queste sono norme che, nella loro impostazione iniziale, condizionano tutto il passaggio parlamentare. E l'impostazione l'ha dettata Tremonti.
Quindi, o le risorse vengono trovate altrove, oppure riusciamo a recuperarle con un'altra parte del bilancio. Ma il parlamento non controlla il bilancio, lo controlla il governo.
Faremo attività di lobbying con i senatori del centrodestra legati al terzo settore, però questi dovrebbero votare contro la legge. E in questa legislatura non si è mai visto.

Nel 2008, quando passò la proposta migliorativa, il cinque per mille venne definito un antidoto anticrisi. Oggi per la stessa ragione - la crisi - si tagliano i fondi. Come lo spiega?

E' una delle incoerenze. Queste domande dovrebbe farle ai senatori del centrodestra che fanno parte dell'Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà.

Parole chiave: luigi zanda, cinque per mille
Categoria: Diritti, Politica, Economia
Luogo: Italia