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Sono trentatre i minatori dispersi dopo un'esplosione nella miniera di carbone dove lavoravano. E' accaduto in Nuova Zelanda. Peter Whitthal, manager della miniera Pike River, ha riferito che 35 uomini erano al lavoro quando è avvenuto lo scoppio. Due sono riusciti a raggiungere la superficie quasi subito. Secondo la polizia tre minatori si stanno dirigendo verso la superficie. Non vi sono state conferme ufficiali alla notizia che uno dei minatori sarebbe morto. L'incidente è avvenuto a 50 chilometri da Greymouth, sulla costa occidentale di South Island. Polizia e ambulanze circondano l'imbocco della miniera, dove sono arrivati anche i parenti degli operai intrappolati. Al momento non c'è stata nessuna comunicazione con gli uomini rimasti sottoterra. Secondo la polizia, l'esplosione è stata scatenata da un black out elettrico. I minatori della miniera neozelandese lavorano in pozzi orizzontali a una profondità inferiore a quella della miniera cilena dove 33 uomini sono rimasti intrappolati dal 5 agosto al 22 ottobre.
La miniera produce carbone di alto grado per la produzione di acciaio, specie per il mercato indiano, ed è situata sul versante opposto della catena di Paparoa, rispetto alla miniera ora chiusa detta Strongman State, dove 19 minatori sono morti in un'esplosione nel 1968. Le operazioni a Pike River Coal sono state travagliate da ritardi, in particolare per il crollo di un pozzo di ventilazione quando stava per avviare la produzione.