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Settantamila fedeli sono riuniti a Mosca, dentro e fuori la moschea di Prospekt Mira, per la festa musulmana del Sacrificio, l'Aid al Adha. La zona è presidiata da circa duemila agenti di polizia in assetto antisommossa ed è interamente chiusa alle donne: bloccate in casa quelle che abitano lì, impossibilitate a recarsi al lavoro se hanno l'ufficio in zona. I musulmani che vivono nella capitale russa sono circa due milioni e le moschee sono in tutto quattro. Una nuova moschea era in progetto nel quartiere Tekstilshik, ma un gruppo di residenti ha chiesto il blocco della costruzione "per evitare problemi in futuro".
Dalle sei del mattino i fedeli hanno cominciato ad affluire, trovando posto dove capitava, anche sulle rotaie del tram. Alle nove è iniziata la preghiera, diffusa dai megafoni, dai quali è giunto anche l'augurio del presidente Vladimir Putin e del primo ministro Dmitry Medvedev, oltre alle congratulazioni del Primo ministro del Libano. Secondo i media la spiegazione di tutta l'energia dispiegata in occasione di questo evento sarebbe la presenza dell'ambasciatore saudita e il prossimo arrivo del vice Premier libanese a Mosca. Solo l'8 ottobre scorso la polizia aveva chiuso le vie d'accesso alla moschea, rendendo difficile il riunirsi dell'assemblea per la preghiera del venerdì. L'evento viene seguito dalle tv che trasmetteranno l'evento in tutte le repubbliche ex-sovietiche.