stampa
invia

Le autorità militari colombiane hanno attaccato un presunto accampamento delleForze armate rivoluzionarie della Colombia, al confine con l'Ecuador, la zona calda che già è stato teatro di violenti scontri che hanno portato anche a rotture diplomatiche fra Quito e Bogotà. Nel bombardamento sono deceduti quattordici presunti guerriglieri, ma sono rimasti feriti anche due bambini, uno dei quali è ecuadoriano. Lo confermano fonti dell'esercito.
Un episodio che potrebbe far precipitare di nuovo i rapporti fra i due paesi, arrivati ai ferri corti nel marzo 2008 a causa del bombardamento che le forze aree colombiane coadiuvate da quelle Usa portarono a termine nel medesimo luogo, sulla flebile frontiera fra i due paesi, in piena Amazzonia. In quell'occasione rimase ucciso il numero due delle Farc, Raul Reyes, ma anche alcuni civili stranieri che erano in zona. Non solo, Quito rimase basito per il comportamento delle Forze armate colombiane che non avvertirono dell'imminente attacco il presidente Correa. Attaccarono un territorio straniero senza nessun permesso. La dinamica di quanto è accaduto questa volta è ancora da chiarire. E' un fatto che anche dietro l'attacco che eliminò Reyes c'era Juan Manuel Santos, attuale presidente della Repubblica, ma allora ministro della Difesa del governo Uribe. Questa è la missione militare di più alto profilo contro le Farc da quando Santos è salito a Palazzo Narino.