23/07/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



La storia dell'Hotel Bauen
scritto per noi da
Paola Erba 
 
Hotel BauenDuecento camere, piscina, teatro, ristorante, sala conferenze: l'hotel Bauen, in Avenida Callao, in pieno centro di Buenos Aires, era uno dei più lussuosi alberghi della capitale. Era. Perchè nel dicembre 2001, travolto dalla crisi economica e sociale del Paese, chiuse i battenti.

Oggi è tornato a vivere. In modo un po' speciale, grazie alla caparbietà di chi vi lavorava, che fino all'ultimo non ha voluto rinunciare a quel lavoro e a quello che il Bauen aveva rappresentato per Buenos Aires.

Così, da circa un anno, l'albergo è diventato una delle tante 'imprese recuperate' (circa 200) nate un po' ovunque, in Argentina, a partire dal 2001: da quando, cioè, presagendo la crisi economica, molti imprenditori abbandonarono le proprie fabbriche svuotandole dei macchinari. Poi, messi i capitali al sicuro all'estero, lasciarono chi vi lavorava senza impiego e con mesi di stipendi non pagati.

Oggi il Bauen si è costituito in cooperativa. Lo gestiscono una quarantina di ex dipendenti: ex centralinisti, ex cuochi, ex uomini delle pulizie, ex camerieri. Non guadagnano come prima, ma nell'Argentina di oggi, dove trovare lavoro è un' impresa titanica, mezzo stipendio è meglio di nulla.

"L'hotel chiuse la notte del 28 dicembre 2001", ricorda Pablo de Mari, oggi socio della cooperativa. "Era un giorno strano: ovunque regnava il caos. C'erano scontri in piazza, il governo era sull'orlo del baratro: nel giro di dieci giorni, tre presidenti avevano dato le dimissioni. Al Bauen era rimasta solo una turista stutunitense. Esitava ad andarsene. Uno di noi era andato a chiamarla sette volte. Il suo indugio aumentava la nostra tristezza".

"Già da qualche anno - continua Pablo - non ci pagavano lo stipendio per intero. Nel '97, l'hotel passò alla cilena Solaris, che licenziò un centinaio di lavoratori. Nel '99 arrivò il fallimento. Non potevamo credere che tutto stesse per finire. Per anni eravamo stati come una grande famiglia".

Nell'immediato, nessuno dei lavoratori del Bauen reagì. Ma a distanza di un anno, un gruppo di 40 persone, ostinato a ricominciare, occupò l'albergo e presentò alla Legislatura de Buenos Aires (il governo della città) il progetto di espropriazione dell'hotel, primo passo verso la successiva costituzione di una cooperativa. Fu approvato.

"Ricominciammo in mezzo a mille difficoltà", racconta Pablo. "Negli anni d'oro, i dipendenti erano 300. Ora, invece, dovevamo riorganizzare il lavoro in poche decine di persone. Ciascuno di noi, oltre alle proprie, si è fatto carico di nuove mansioni. E' stato tutto un apprendimento. Lo è ancora. Oggi stanno tornando i turisti. Ma non solo: ospitiamo spettacoli, dibattiti, iniziative prima impensabili. Quando cammino per i corridoi dell'albergo, non mi sembra vero che tutto sia ricominciato. E che gli artefici di questa rinascita siamo noi, con la nostra forza e la nostra fantasia".
 
Categoria: Diritti, Popoli
Luogo: Argentina