18/05/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Ecco la banda che ha rapito la cooperante italiana
Clementina Cantoni con dei bimbi afganiFonti vicine alla polizia smentiscono il ministero dell'Interno e confermano: a sequestrare Clementina Cantoni è stata proprio la banda di  Mohamed Telagy, conosciuto come Tela.
I rapitori chiedono uno scambio di prigionieri. Ma chi sono i rapitori? Una sorta di banda della Magliana in versione Afgana.
Ritenuti da tutti un pericolosissimo gruppo di delinquenti comuni, reso forte da una serie di legami politici probabilmente non solo nazionali.
Una banda che utilizza il cellulare di Clementina senza che nessuno si prenda la briga di localizzare la chiamata e di andare ad arrestare i rapitori, un altro segno, questo, che l'Afghanistan non è controllato dal suo governo, dalla sua polizia, ma nemmeno dalle forze occupanti.
Una banda strana: in un Afghanistan ancora diviso in tribù e in famiglie di diversa origine, questo gruppo di delinquenti riesce a tenere insieme tajki e pashtun, gente dello Shomali e gente di Khost. Come dire il diavolo e l'acqua santa.
 
I funzionari Onu rapitiIl precedente. Sono gli stessi che quattro mesi fa rapirono tre funzionari delle Nazioni Unite, due donne e un uomo, di nazionalità inglese, filippina e kosovara.
I tre furono liberati, dopo 27 giorni di trattative, il 23 novembre scorso.
Anche allora, i rapitori chiesero la liberazione di alcuni prigionieri dal carcere di Pol-i-Charki, dove erano detenuti per una serie di rapine compiute dalla banda.
Ma alla conclusione della vicenda il ministro dell'Interno afgano ha negato che la liberazione fosse stata frutto di un accordo o che fosse stato pagato un riscatto. "Non è stato liberato alcun prigioniero, non è stata pagata alcuna somma di denaro, non è stata accettata alcuna richiesta".
 
la piana dello ShomaliLa banda. Il capo della banda di Mohamed Telagy  "Tela" è Rais Dada Qoda. Viene da Khost, una città che sorge in una zona montagnosa e impervia a circa cinque ore di macchina a sud-est di Kabul, verso il confine pakistano, ed è attualmente libero.
Quella di Khost è zona di produzione di oppio, e la banda di Rais Dada Qoda oltre che al commercio di oppio è dedita ai furti e alle rapine. Ed è proprio una rapina a riportare alla ribalta, dopo la vicenda del sequestro dei funzionari Onu, la banda di Rais Dada Qoda.
 
La rapina. Circa due settimane fa, nella piana dello Shomali, a nord-est di Kabul, la banda attacca, nei pressi della base statunitense di Bagram, un convoglio su cui viaggiava un businessman afgano, a cui rapinano circa ottantamila dollari.
Ahji Almas e Maulana Said Khael, due comandanti della polizia dello Shomali, intercettano la banda nel villaggio di Rabat,vicino alla cittadina di Charikar. Nasce un violento conflitto a fuoco, nel quale quattro componenti della banda vengono feriti e uno muore. Due dei feriti, Aziz e Noor, finiscono in ospedale. Altri due, Mohamed Rafiq e appunto Mohamed Telagy  "Tela" vanno direttamente in carcere. Il morto, Moshuq, è probabilmente il fratello di Mohamed Telagy.

 
Il carcere di Pol-i-CharkiLo scambio?
A Kabul si dice anche, e questo confermerebbe l'ipotesi che non di normali delinquentelli si tratta, che ad Ahji Almas, il comandante della polizia dello Shomali che ha fatto arrestare i quattro, sia arrivata una telefonata da un misterioso turco che offriva denaro per la liberazione dei componenti della banda. Dopo questi nuovi arresti, sono dodici i detenuti della banda di Rais Dada Qoda rinchiusi in prigione, tutti in isolamento, nella sezione del carcere che solitamente ospita i detenuti politici.
Sulla liberazione di uno di questi, Mohamed Telagy "Tela",  ritenuto dalle autorità afgane il più pericoloso della banda, puntano i rapitori di Clementina Cantoni.

Maso Notarianni

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