11/11/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



In un rapporto, l'ong accusa Budapest di non tutelare dall'odio razziale la minoranza

Amnesty International (Ai), organizzazione non governativa che si batte per la tutela dei diritti umani, ha pubblicato oggi un rapporto che attacca lo Stato ungherese e la sua politica di tutela della minoranza rom nel Paese, ritenuta da Ai inefficace.

Il rapporto, in particolare, fa riferimento a una serie di omicidi di rom avvenuti nel biennio 2007-2009 per mano di un gruppo di estremisti di destra: sei vittime, molti feriti, almeno dieci case incendiate, quattro uomini incriminati dopo un anno di indagini della polizia.

Secondo il rapporto, presentato ieri dal direttore di Ai per l'Europa-centrale Nicola Duckworth, la polizia e la giustizia ungheresi nella difesa dei rom contro l'odio razziale non hanno fatto abbastanza. E' convinzione di Ai che le autorità di Budapest considerano i rom dei criminali potenziali e non fanno nulla per proteggerli contro il razzismo, diffuso nel Paese.

L'inchiesta in questione è stata ostacolata dal fatto che la polizia non prendeva in considerazione il movente dell'odio razziale, risultato invece comprovato in questo caso. Secondo Ai, in Ungheria non sono sanzionati adeguatamente gli atti criminali di matrice razziale e non ci sono programmi per l'integrazione dei rom. Il rapporto è stato inoltrato alle autorità governative che hanno reagito in modo indignato.

''Respingiamo in modo categorico la conclusione del rapporto che lo Stato ungherese è incapace di difendere i rom contro il razzismo'', recita un comunicato del ministero della Giustizia.

Categoria: Diritti, Politica, Popoli
Luogo: Ungheria