13/11/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Stupra due ragazzine di 13 e 14 anni, poi una la uccide assieme ai due fratelli di sei e nove anni. E' un sottotenente dell'esercito di stanza in Arauca, dove da gennaio sono state ammazzate 45 persone, di cui 7 minori

I militari colombiani al centro dell'ennesimo scandalo. Il sottotenente della compañía Buitre della XVIII brigata dell'esercito, Raúl Muñoz Linares, è stato arrestato per aver violentato Yenny Torres, 14 anni per poi ucciderla a colpi di machete assieme ai suoi due fratelli: Jimmy, nove anni, e Jeferson, sei. Il tutto è accaduto il 14 ottobre in un'isolato villaggio nei pressi di Tame, comune del dipartimento di Arauca. I corpi sono stati ritrovati dai vicini di casa allarmati dal padre disperato per la scomparsa dei figli. Erano seppelliti in una fossa comune.

Non solo: dodici giorni prima, sempre nella medesima zona, il medesimo uomo in uniforme aveva stuprato un'altra minorenne, 13 anni. La madre aveva denunciato la violenza alle autorità. Dopo due settimane di indagini, che hanno coinvolto i sessanta uomini della Brigada stanziata nella zona, il generale Rafael Alberto Neira, comandante della Brigada di Muñoz Linares, non ha avuto dubbi e ha inchiodato il sottoufficiale alle sue responsabilità. Si tratta di un'area molto critica a forte presenza guerrigliera. La regione è a dir poco strategica, perché culla dei pozzi petroliferi di Caño Limón, da cui parte il "Caño Limón-Coveñas", il più lungo e importante oleodotto del paese. In zona è forte, infatti, anche la presenza di militari Usa.

La confessione è arrivata a pochi minuti dall'inizio del colloquio faccia a faccia. "Ho avuto una relazione con le due fanciulle, ma erano entrambe consenzienti", avrebbe riferito, escludendo ogni suo coinvolgimento nella morte dei bambini. Ma le testimonianze dei commilitoni, che lo hanno visto assentarsi per quasi tre ore dall'accampamento per poi tornare, armato di machete e completamente bagnato "come chi ha appena fatto un bagno vestito". E nessuno ha creduto alla sua improbabile versione. " Il terreno non si presta a questo tipo di relazione, è troppo alta la presenza del nemico", ha spiegato un soldato. Dato che la presenza di Farc ed Eln è storica nel territorio, le precauzioni imposte ai soldati sono estreme. Nessun militare prova a instaurare relazioni con gli abitanti di regioni simili.

L'eco di questa tragedia è risuonata in ogni angolo del paese, scuotendo l'opinione pubblica, sotto shock per i continui scandali che stanno imbrattando irrimediabilmente la reputazione dei militari colombiani. Primo fra tutti quello conosciuto col nome di Falsos Positivos, ossia l'omicidio di massa di oltre 1200 civili, spacciati poi per guerriglieri delle Farc, in cambio di licenze e incentivi.

E nel dipartimento di Arauca non è certo il primo crimine efferato di cui la popolazione è vittima. È da tempo che si respira un pesantissimo clima di terrore instaurato in questo dipartimento da militari e paramilitari (che utilizzano gli stessi metodi per le loro atrocità), e che serve a tenere in scacco una zona strategica dal punto di vista geo-politico. Secondo la Defensoria del Pueblo, istituzione preposta alla difesa dei diritti umani, "nel 2010 nei pressi di Tame sono avvenute 45 morti violente, e fra queste, 7 vittime erano minorenni, compresi i tre bambini assassinati la settimana scorsa".

 

Stella Spinelli

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