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Dopo le continue violenze contro i cristiani iracheni, l'arcivescovo siro-cattolico di Baghdad, monsignor Atanase Matti Shaba Matoka ha lanciato un appello al Vaticano e alla comunità cristiana internazionale. Adesso gli attacchi sono rivolti più alle abitazioni che ai luoghi di culto. L'arcivescovo critica la scelta del governo di disporre le forze di polizia a presidio delle chiese lasciando indifese le abitazioni.
"Vogliono cacciarci via, e ci stanno riuscendo. Il Paese è in preda alla distruzione e al terrorismo. I cristiani soffrono sempre più e vogliono abbandonare il Paese. Non abbiamo più parole" ha detto monsignor Matoka nel suo appello.
Precedentemente, l'anziano cardinale Emmanuel Delly III, la più alta autorità cristiana in Iraq, aveva denunciato: "A Baghdad stanno dando la caccia ai cristiani quartiere per quartiere".
Sono di stamattina, tra le 4 e le 6, gli attacchi ai cristiani in diverse zone di Baghdad, che hanno provocato numerose vittime: tre morti e 26 feriti secondo il ministero degli Interni iracheno, mentre fonti del ministero della Difesa parlano di sei morti e 33 feriti.
Appena dieci giorni fa la cattedrale siro-cattolica di Baghdad era stata presa d'assalto durante la messa domenicale da un commando di terroristi, che aveva poi causato la morte di 46 civili, tra cui tre preti, e di sette membri delle forze di sicurezza. Il giorno dopo al-Qaeda aveva rivendicato via internet "l'operazione", affermando allo stesso tempo che "tutti i centri, organizzazioni, istituzioni, dirigenti e fedeli cristiani sono bersagli legittimi per i mujaheddin".