
Non è un buon periodo per far parte della Guardia Nazionale statunitense. Insieme
ai riservisti, i membri di questo corpo che è un misto tra Esercito e Protezione
Civile costituiscono il 40 per cento delle truppe Usa in Iraq e in Afghanistan.
E’ gente che a casa ha un lavoro e una famiglia. Molti di loro si sono arruolati
convinti di non poter mai essere mandati all’estero, spinti dallo storico slogan
della Guardia “un weekend al mese, due settimane all’anno”, che sarebbe l’impegno
richiesto sulla carta. Invece ora migliaia di questi “soldati part-time” sono
al fronte. Non vedono l’ora di tornare a casa, riabbracciare mogli e figli e tornare
al proprio lavoro di ogni giorno. Ma a volte quello che trovano al loro ritorno
non è quello che avevano lasciato. Ne sanno qualcosa 35 membri della Guardia Nazionale
della Florida, che lo Stato ha licenziato mentre erano ancora in Iraq. Lo stesso
Stato che li aveva mandati a combattere.
La lettera. Sono tutti uomini tra i 30 e i 50 anni, i beffati. A gennaio hanno ricevuto
una lettera: i loro impieghi come membri della Guardia assegnati a un programma
anti-droga non esistevano più. La gestione del progetto Operation Guardian, al
quale lavoravano da oltre dieci anni, non competeva più alla Guardia. La lettera
dava poi alcune dritte su dei siti web che offrono posti di lavoro, e concludeva
cercando di addolcire la pillola: “Siete sempre nei nostri pensieri: state pur
sicuri che ogni nostra decisione viene presa con in mente i nostri soldati dell’anti-droga”.
Firmato Guardia Nazionale della Florida. “Ci hanno fregati – ha detto al South Florida Sun-Sentinel uno dei licenziati, il sergente Roberto Orozco –. Ritorniamo a casa dal fronte,
ed ecco quello che ci danno”. Tra l’altro, un’ulteriore ironia è che se avessero
lavorato per un’impresa privata, i soldati avrebbero potuto essere coperti da
una legge fatta apposta per proteggere i riservisti dalla perdita del posto di
lavoro quando sono chiamati in servizio.
I tagli del Pentagono. Il progetto Operation Guardian era stato lanciato nel 1989, con un ricco budget
fornito da Washington. La Guardia Nazionale della Florida vi partecipava con 100
suoi soldati destinati a lavorare insieme alla polizia doganale nell’ispezione
di navi, aerei, pacchi postali in varie contee dello Stato. Ma dovendo far fronte
alle crescenti spese del conflitto in Iraq e in Afghanistan, il Pentagono ha ridotto
il budget per le operazioni in territorio americano. Già nel 2002 un taglio di
2,5 milioni di dollari aveva portato al licenziamento di 70 membri della Guardia.
Lo scorso settembre il Pentagono ha infine annunciato che le operazioni di controllo
anti-droga venivano trasferite ad altre agenzie federali e statali. Per Operation
Guardian e chi vi prendeva parte non c’era più futuro.
Di nuovo in guerra. I 35 soldati della Florida hanno dovuto rimanere in Iraq per altri due mesi,
sapendo che una volta tornati a casa dovevano ricominciare da capo. “Avrebbero
dovuto tenersi la notizia per loro ancora per un po’ – ha detto il sergente Cirilo
Perez al
Sun-Sentinel –. La lettera mi ha buttato giù, ero sempre più stressato. Non sapevo più cosa
fare”. Al loro ritorno, ai membri dell’Operation Guardian è stato consigliato
di fare richiesta di impiego in un’unità di intelligence della Guardia Nazionale,
per lavorare con l’analisi dei dati. Ma i posti liberi erano pochi, e chi non
era andato al fronte aveva avuto più tempo per prepararsi alle selezioni. Andò
male. Ora, per tornare ad avere qualcosa di cui vivere, molti dei 35 licenziati
stanno considerando misure drastiche, come arruolarsi da volontari in servizio
attivo. Sono disposti a tornare dove fino a qualche mese prima non avrebbero mai
voluto andare: a combattere. Alcuni sono già partiti per l’Afghanistan.