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Pensione per l'ultimo dittatore argentino? Il giudice federale di prima istanza della previdenza sociale argentina, Alicia Braghini, ha chiesto all'Anses (amministrazione nazionale della sicurezza sociale) l'erogazione della pensione a Reynaldo Benito Antonio Bignone, ultimo imputato del processo ai dittatori, in quanto ex presidente della Repubblica. I magistrati inquirenti Guillermo Marijuan e Guillermo Montenegro hanno denunciato che la richiesta di liquidare a Bignone i 15mila pesos argentini (tremila euro, che già percepiva nel 2006) è illegittima in quanto l'ex dittatore non è stato eletto presidente democraticamente ma lo è diventato 'de facto'. Il regime di tale pensione costituiva un riconoscimento incompatibile con il fatto che Bignone giunse alla Casa Rosada con la presa del potere in modo violento e per giunta terminò la sua 'carriera' nell'aprile del 2010 con la condanna a 25 anni di carcere per 'privazione illegale della libertà' e torture commesse nella scuola militare di Campo de Mayo.