08/11/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Giudice federale ordina che Bignone, ex presidente condannato a 25 anni per torture, riceva il vitalizio dalla previdenza sociale argentina

Pensione per l'ultimo dittatore argentino? Il giudice federale di prima istanza della previdenza sociale argentina, Alicia Braghini, ha chiesto all'Anses (amministrazione nazionale della sicurezza sociale) l'erogazione della pensione a Reynaldo Benito Antonio Bignone, ultimo imputato del processo ai dittatori, in quanto ex presidente della Repubblica. I magistrati inquirenti Guillermo Marijuan e Guillermo Montenegro hanno denunciato che la richiesta di liquidare a Bignone i 15mila pesos argentini (tremila euro, che già percepiva nel 2006) è illegittima in quanto l'ex dittatore non è stato eletto presidente democraticamente ma lo è diventato 'de facto'. Il regime di tale pensione costituiva un riconoscimento incompatibile con il fatto che Bignone giunse alla Casa Rosada con la presa del potere in modo violento e per giunta terminò la sua 'carriera' nell'aprile del 2010 con la condanna a 25 anni di carcere per 'privazione illegale della libertà' e torture commesse nella scuola militare di Campo de Mayo.

Parole chiave: bignone, argentina, dittatura
Categoria: Diritti, Politica, Storia
Luogo: Argentina