06/11/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Presidio davanti al futuro centro di assemblaggio degli F35

Dopo venti minuti fra campi radi e nebbiosi siamo davanti all'aeroporto di Cameri, dove ci aspettano già due macchine di carabinieri, due camionette della polizia e una decina di uomini in borghese fra Digos e poliziotti. “Cazzo, sono di più di noi” dice Carlo mentre parcheggia la macchina dove non va bene, e siamo costretti a spostarla più avanti, laggiù in fondo. Guardiamo bene: c'è un recinto di transenne che racchiude lo spazio destinato ai manifestanti. Appoggiata al bordo del recinto chiedo ai sorveglianti il perché di quella scelta “Recinto?No, dai! È una tutela per noi e per voi, sa..nel caso di tafferugli”, ma poi gli sfugge di chiamarlo barricata. “Comunque con questi qua non abbiamo mai avuto problemi, ormai ci conosciamo”. Effettivamente l'uomo scherza con uno degli organizzatori, uno dei “novaresi”, chiamandolo per nome: “Oreste, non è che poi ci fai chiudere la baracca qua?” La baracca è naturalmente l'aeroporto militare di Cameri, in provincia di Novara, che dal 2014 comincerà ad assemblare i famigerati F35, fucina europea e internazionale dei costosissimi cacciabombardieri. Oreste, settant'anni portati benissimo, lotta da anni. “In galera ci andavo sempre di novembre”, scherza, alludendo alla prima volta, nel 1967, arrestato durante una marcia contro la guerra in Vietnam, da Milano a Roma, cinquanta chilometri al giorno. “Mi hanno fermato a Perugia con l'accusa di vilipendio a capo di Stato estero” (avevano uno striscione con scritto JOHNSON BOIA) e alla bandiera (americana). Nel novembre del '74 un nuovo arresto, quando era redattore di “Controinformazione”, sospettato di essere un organo delle Br. “Ed era vero?” chiedo. “Ma noi ce ne siamo andati a quel punto”. Quello successivo fu in dicembre, nel '79. Il processo, nell'aprile seguente. Come quella volta che in carcere ci passò quattro anni, prima di vedere il processo, grazie alle leggi speciali, che allungavano il carcere preventivo fino a 10 anni 10 mesi. Ma anche in carcere mangiava la duja, salamino fresco novarese davvero gustoso. E anche la Sicilia la ricorda con piacere, quando per l'occasione era stata riesumata una legge fascista e fu mandato al confino, negli anni novanta. Dopo un'ora Oreste sta girando vestito da Morte, una tunichetta nera fino ai piedi che lo avvolge e lo incappuccia come un salamino novarese. La morte è uno dei temi: la fabbrica della morte è l'aeroporto di Cameri, che assemblerà gli strumenti per rendere più efficiente la guerra in Afghanistan, per uccidere più innocenti. Ma Oreste non è l'unico mascherato. Silvia è in tenuta militare e due guanciotte rosse dipinte: fa la parte di una dei bambini che si sono iscritti al programma Allenati per la vita, che introduce l'educazione militare nelle scuole. “Bella bambina, come va il tuo corso di educazione alla guerra?” “Bene! Fra poco mi daranno anche la pistola e ti potrò sparare!”. Il regista Andrea ha adattato la via crucis dei vangeli a quella di un Povero Cristo che il popolo preferisce crocifiggere per salvare Caramba, brigante dal manganello facile a Genova.

Giorgio mi spiega che verranno prodotti ventiquattro aerei all'anno e sei ali al mese. Alle delicate operazioni di assemblaggio lavoreranno cinquecento operai specializzati che non saranno certamente scelti fra i cameresi, tanto orgogliosi del loro aeroporto, nonostante si configuri sempre più come obiettivo sensibile, dato che è il posto da cui proverranno gli F35 diretti a tutta l'Europa e il Mediterraneo. Già millecinquecento americani vivono dentro alla caserma dell'aviazione. “Non escono mai, e il cibo arriva da certi camion” e pare che anche per la fornitura di acqua e gas non si servano dai comuni limitrofi. Il Fauser, l'istituto tecnico aeronautico, ha indetto una laurea triennale che formerà i tecnici specializzati in meccatronica e sfornerà i primi settantacinque esattamente per il 2014. È tutto un intrigo di appalti, fra aziende non proprio pulite, come la Maltauro, indagata per mafia e per tangenti, e l'Alenia, del cui CdA fa parte il responsabile dell'ufficio comunicazione della Regione Piemonte Giuseppe Cortese, marito della sua omologa per l'assessore regionale allo Sviluppo Massimo Giordano, che ha preceduto Cortese all'Alenia. Per esempio.

La sera scende. Un bel fuocherello per sciogliere l'aria umida è quello che ci vuole. Un F35 fantoccio brucia tra i fotografi e la piccola folla incantata e in catarsi.

 Alessandra Mainini

Parole chiave: cameri, f35
Categoria: Guerra, Economia
Luogo: Italia