stampa
invia
I tatuatori abusivi di Jenin, Cisgiordania, sono avvisati: questa "immoralità" sarà punita. A lanciare la dichiarazione di guerra contro una pratica che sta prendendo sempre più piede fra i giovani è Tawfik Abu Abid, responsabile del dipartimento sanità e ambiente della città.
Nelle parole di Abid il fenomeno è "inquietante", oltre che pericoloso dal punto di vista igienico. I laboratori di tatuatori sono spesso nascosti nel retrobottega dei barbieri, contro i quali la municipalità brandisce la minaccia di revoca della licenza.
Secondo Abid, inoltre, i giovani non sarebbero a conoscenza del fatto che il tatuaggio sia indelebile. Ad ogni modo, mancando la possibilità per i tatauatori di registrarsi legalmente, la via dell'abusivismo è l'unica percorribile.
Nella Jenin odierna la voglia di divertirsi è percepibile dal continuo sorgere di nuove attività, come nel caso del cinema rimasto chiuso per decenni e riaperto grazie al sostegno di un regista tedesco, Markus Vetter.