04/11/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Il governo promuove la cultura militarista nelle scuole e tra i giovani, manda sempre più ragazzi in guerra, a morire e uccidere in Afghanistan, e ora vuole anche bombardare quel paese, spende miliardi di euro per comprare bombe e aerei da guerra

Introduzione di programmi militari nella scuola pubblica, istituzione di 'mini-naje' per ''rafforzare la conoscenza e la condivisione dei valori promananti dalle forze armate'' tra i giovni, coinvolgimento sempre maggiore sul fronte di guerra afgano con crescenti costi umani (34 caduti) e finanziari (65 milioni di euro al mese) e con il previsto impiego attivo dei nostri bombardieri (oggi sacrilegamente parcheggiati all'ombra del Duomo di Milano), spese militari sempre più ingenti per l'acquisto di bombe aeree (24 milioni di euro per 500 bombe Boeing a gennaio) e nuovi cacciabombardieri (13 miliardi di euro per l'acquisto di 131 caccia F-35). Cosa c'è da festeggiare? A far festa è solo l'industria bellica italiana.
PeaceReporter sceglie di celebrare questa ricorrenza dando spazio al comunicato (qui sotto) con cui oggi l'Assemblea Permanente No F-35 convoca una manifestazione di protesta per sabato all'aeroporto militare di Cameri (Novara), dove i nuovi aerei da guerra verranno assemblati.

 

Ancora una volta siamo a ricordare una data, il 4 novembre, il cui significato è molteplice e che ricorda la fine di uno dei più grandi massacri della storia dell'umanità.

Oltre 600 mila giovani e meno giovani, partiti dalle campagne e dalle città italiane, persero la vita in quel gigantesco macello che fu la prima guerra mondiale, ma da allora i potenti, non soddisfatti, ci hanno fatto vivere ben pochi periodi di pace e a farne le spese sono state come al solito le popolazioni di vari stati, le classi subalterne, prima sfruttate nel duro lavoro dei campi e delle fabbriche e poi macellate sui campi di battaglia. E con loro gli orfani, le vedove, i mutilati e gli invalidi. Questo è il vero volto delle guerre, di tutte le guerre.

Ancora una volta siamo qui a chiederci: a chi serve, a che serve la guerra? Sicuramente non al popolo, non alle future generazioni, non al progresso dell'umanità. Eppure oggi festeggiamo le 'Forze Armate' (armate perché, armate da chi e contro chi?). Ancora oggi uomini in armi occupano territori lontani in nome di una pace che sia fatta a immagine e somiglianza del capitalismo, in un perenne conflitto tra chi esporta forzatamente modelli di sviluppo e i cosiddetti barbari. E quindi ci propinano che bisogna armarsi, bisogna addestrarsi, bisogna irreggimentarsi in duri battaglioni.

Per fortuna oggi si ha la possibilità di sapere, di informarsi, di leggere e di conoscere, magari anche di porsi delle domande sulla giustezza o meno delle motivazioni che portano ai conflitti. Per chi vuole la guerra, per chi ci fa sopra profitti lucrosi fabbricando e vendendo armi, questo è un problema.

E allora la guerra assume un aspetto diverso, diviene controllo esasperato, tutto rivolto all'interno delle nazioni, viene portata come valore persino nelle scuole; la propaganda alza i toni, poco importa se distribuisce verità o menzogne, essa promette e continua a promettere (benessere, posti di lavoro, futuro radioso).

Oggi dopo centinaia di conflitti di una ferocia disumana e inaudita, di cui abbiamo non solo letto e sentito, ma persino visto nei cine e telegiornali, ancora ci dicono che invece di costruire case, parchi, dare servizi e reddito dobbiamo costruire aerei e navi, carri armati e cannoni. E allora noi vi chiediamo: pensate veramente che spendere soldi (soldi di tutti noi) per costruire strumenti di morte e addestrare soldati abbia più senso che spendere invece per creare progetti per un futuro diverso?

Contro le politiche del riarmo e le fabbriche della morte.

Per la convivenza e la solidarietà tra i popoli.

Per il rientro immediato delle missioni militari all'estero.

Per il reddito e garanzia di vita dignitosa per tutti/e.

Sabato 6 novembre a partire dalle ore 10,00

Happening alla rotonda antistante l'Aeroporto di Cameri

"FACCIAMOGLI LA FESTA"


Assemblea Permanente NO F-35

 

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