03/11/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Un incremento dell'11 per cento rispetto all'anno scorso, secondo i dati Isaf

Secondo le statistiche rese pubbliche dal comando Isaf della Nato a Kabul, nel 2010 sarebbe diminuito il numero dei civili afgani uccisi nei bombardamenti dei jet alleati, ma sarebbe aumentato quello delle vittime dei raid aerei compiuti dagli elicotteri da guerra.

Nei primi dieci mesi dell'anno, secondo i dati Isaf, gli 'effetti collaterali' prodotti dai missili e dalle mitragliere degli elicotteri alleati (quindi, in teoria, anche dai Mangusta italiani) sono aumentati dell'11 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009: da 144 a 160. Le vittime civili dei cacciabombardieri Nato sarebbero invece diminuite del 65 per cento: da 54 a 19.

Queste cifre appaiono largamente sottostimate, anche in confronto ai dati ufficiali della missione Onu in Afghanistan (Unama), solitamente molto cauti nel conteggio delle vittime civili attribuite alle forze Nato: l'ultimo rapporto Unama contava ad esempio 69 civili uccisi dai jet alleati nei primi sei mesi del 2010 (contro i 19 in dieci mesi secondo Isaf).