02/11/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Come commenta il ruolo di Eta. Secondo lo schema che avete disegnato vi aspettate altri passi dall'organizzazione armata?
Eta ha detto quello che pensava di dover dire e ha fatto pubblico un comunicato con una decisione unilaterale di non portare a termine azioni armate. Si è compromessa ad adottare la dichiarazione di Bruxelles, in cui si parla della mediazione internazionale.È un passaggio importante. Non c'è una disposizione altrettanto chiara da parte dei governi che continuano sulla via della represisone. A ogni passo politico che compiamo, segue una risposta di repressione.

Si sono svolte grandi manifestazioni, alcune represse dalla polizia. Come descriveresti il momento che sta attraversando la società basca?
Illusione e molta speranza. L'accordo strategico firmato con Ea, che si sta trafserendo ad altre forze politiche, ha aperto alcune porte. Il lavoro che si è realizzato per arrivare a un accordo di pace ha fatto sì che la maggioranza sociale di questo paese capisca che siamo più vicini a una soluzione e questo è quello che ha causato l'accordo di Gernika. Il governo basco, per due volte, ha probito le manifestazioni e in questo ha ottenuto solo di far aprire gli occhi a molta gente. La terza manifestazione realizzata a Bilbao con 46mila persone sotto pressione poliziesca dovrebbe fare riflettere qualsiasi politico.

Abbiamo visto reazioni di chiusura da parte di Madrid ai comunicati di Eta. Ma esistono anche degli spiragli che non vengono sottolineati o diffusi dalla stampa?
Stiamo apprezando alcune posizioni che parlano di piccoli passi, ma è certo che sta predominando l'immobilismo e il bloqueo. Dobbiamo lavorare molto di più e fare pressioni più forti.

Quindi non esiste un doppio livello nella risposta da parte del governo e dello Stato spagnolo?
No. Solo repressione, detenzioni, ancora denunce di torture brutali, arresti di una organizzazione iternazionalista come Askapena. Questo dimostra il nervosismo che hanno e di fronte ai passi che sta dando la sinistra basca.

I giovani della sinistra basca (gli ultimi arresti e denunce sono delle settimane scorse) fuori legge anche loro, sono impazienti, oppure hanno accettato questa dinamica?
Per la prima volta nella storia della sinistra tutte le organizzaizoni hanno disegnato questa strategia comune. I giovani hanno avuto una parte molto attiva. La repressione si abbatte su di loro perché tutti sanno che proprio loro sono il motore che dà impulso a queste poltiiche. È la nostra parte migliore, che finisce regolarmente in carcere. Senza di loro questo processo non sarebbe possibile.

Il ruolo degli agenti internazionali: la dichiarazione di Bruxelles fornisce una possibile mediazione che, per numero e qualità dei soggetti, appare come unica nella storie dei tentativi di soluzione del conflitto.
Madrid metterà ostacoli a ogni tipo di posizone di questo tipo. Consideriamo che l'appoggio internazionale è assolutamente importante e crediamo che il governo spagnolo abbia paura di fronte alla possibilità di una mediazione internazionale. Per questo leggiamo in questa direzione gli arresti su Askapena, che lavorava duro sulla situazione internazionale, e in questo senso bisgona chiedersi perché oggi quegli arresti e non due anni fa, anche perché le carte su cui si basa l'accusa sono assai datate. Riteniamo che il motivo sia proprio nel lavoro internazionale per creare appoggi. Ricordando che il relatore dell'Onu sulla tortura ha dempre denunciato la violazione sistematica dei diritti umani, o la stessa Amnesty international. È sempre più chiaro che il ruolo degli agenti internazionali sarà sempre più importante per smascherare le bugie del governo spagnolo a proposito della negazione dei diritti umani.

Eta, comunicato 19 settembre

Eta, comunicato 26 settembre

 

Angelo Miotto

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