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Mariné Pueyo è consigliere comunale nel municipio di Pamplona. È stata eletta nel 2007 nelle liste di Anv (Acion nacionalista vasca), una vecchia sigla rispolverata dopo la messa al bando di Batasuna. Il parlamento spagnolo votò una legge voluta da socialisti e popolari, con commi e interpretazioni giuridiche che generarono apartheid politico. La legge prevedeva che qualsiasi lista che avesse fra i suoi candidati esponenti che in passato avevano militato fra le fila di Herri Batasuna e nelle sigle che ne seguirono nel corso degli anni, poteva essere cancellata dalla corsa elettorale. Si parlava esplicitamente di 'contaminazione'. Molte liste di Anv furono dichiarate illegali, molte altre videro un processo di criminalizzazione posteriormente al voto.
Altre ancora vennero lasciate sopravvivere, perché funzionali agli equilibri elettorali. Come nel caso della Navarra, la cui capitale è, appunto, Pamplona.
Il volto di Mariné Pueyo si alterna a quello di altri militanti nelle ultime conferenze stampa della Sinistra basca.
Lei parla a nome di una formazione clandestina e illegale, in una situazione assurda e spesso grottesca, dove l'agire politico è sempre più difficile.

L'intervista con Mariné Pueyo tocca numerosi argomenti che abbiamo raggruppato nei sottoparagrafi che trovate qui.
La sinistra basca e una nuova proposta di pace
Il ruolo di Eta, la risposta repressiva dello Stato, la mediazione internazionale
Il progetto di macroregione per arrivare all'indipendenza. Gli attori politici baschi
Angelo Miotto
Parole chiave: mariné Pueyo, ezker abertzalea, sinistra basca