26/08/2004
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La grande mela si prepara ad accogliere la convention dei repubblicani. A modo suo
Lo sfruttamento politico dell’11
settembre è una di quelle cose che più fa infuriare i newyorchesi.
Herold ha battuto metodicamente le tante riunioni settimanali o
bisettimanali che si svolgono in città e insieme a due amici ha cercato
di creare un meccanismo capace di mettere in campo 50mila campanelli,
in modo da ottenere un frastuono tale da far arrivare l’eco fino al
Madison Square Garden, dove si svolge l’assise dei neocon. La sua
ambizione poi è di far diventare il “campanello antirepubblicano” uno
dei gadget delle proteste. Come lui, altre centinaia di persone in
tutto il paese, via Internet o nelle riunioni, preparano sorprese,
azioni più o meno spettacolari, situazioni che diano visibilità, per
rendere questo appuntamento qualcosa di davvero unico e speciale;
possibilmente, far nascere un movimento di massa in quello che sarà un
caldissimo autunno politico.
Axis of Eve, un gruppo focalizzato sui diritti delle donne, sta
vendendo mutande con slogan anti-Bush, da mettersi sopra tute o body
per rimanere nella legalità e non essere arrestati all’istante. Zoe
Strauss, un fotografo di Filadelfia , lancia l’idea di mettersi tutti
un bandana rosso in testa per dare un colpo d’occhio formidabile alla
marea umana, e conta di distribuirne da solo almeno diecimila. Wendy
Tremayne, artista visivo, allestirà un Vomitorium; un palco dove gli
attori simuleranno un’orgia romana dei nostri tempi a simbolizzare
imperialismo, consumismo e ingordigia.
La Poor’s People Economic Human Rights Campaign, che si occupa
soprattutto dei senzacasa, dai primi di giugno combatte con polizia e
autorità di Jersey City (appena oltre l’Hudson River) per poter
allestire “Bushville”; un campo-installazione con casette in cartone e
assi di legno, dove vivono una trentina di famiglie homeless. Avevano
anche costruito dei percorsi informativi (manifesti,fotografie,
scritte) sulle conseguenze delle scelte economiche
dell’amministrazione. Loro mettono in piedi, gli agenti e i pompieri
smontano; ora stanno cercando un altro posto pronti ad essere
nuovamente sgomberati. Democracy Uprising, dopo essere stata presente
anche alla convention democratica di Boston, arriverà a piedi a New
York.
La Poor’s People Economic Human Rights Campaign, che si occupa
soprattutto dei senzacasa, dai primi di giugno combatte con polizia e
autorità di Jersey City (appena oltre l’Hudson River) per poter
allestire “Bushville”; un campo-installazione con casette in cartone e
assi di legno, dove vivono una trentina di famiglie homeless. Avevano
anche costruito dei percorsi informativi (manifesti,fotografie,
scritte) sulle conseguenze delle scelte economiche
dell’amministrazione. Loro mettono in piedi, gli agenti e i pompieri
smontano; ora stanno cercando un altro posto pronti ad essere
nuovamente sgomberati. Democracy Uprising, dopo essere stata presente
anche alla convention democratica di Boston, arriverà a piedi a New
York.
Da mesi gli organizzatori stanno trattando con il comune per poter
allestire campeggi, anche in città; per poter arrivare a protestare
fino sotto il Madison, per non avere le transenne della polizia a
bloccare le manifestazioni , per poter usare Central Park. Fino ad ora
il sindaco Bloomerg e la NYPD hanno risposto picche, l’Ente dei Parchi
continua a ritardare ogni decisione. Nel frattempo in rete si offrono e
cercano case, sistemazioni, si danno consigli sui campeggi privati più
vicini. Si sa che la polizia sta addestrando da marzo reparti speciali
antisommossa, il commissario-capo, Raymond Kelly, è arrivato a
preconizzare un migliaio di arresti al giorno nei giorni più caldi; il
dipartimento però non da molte informazioni e ancora non si sa quanti
saranno esattamente gli agenti in campo. Conoscendo i metodi locali,
decine di migliaia; a piedi, a cavallo, in elicottero, sui motorini, in
bicicletta, nei furgoni blindati.
Le avenues nei pressi del Madison Square Garden saranno sigillate con
le famose “pences” blu; verrà creato un passaggio speciale con
protezioni rigide per permettere l’accesso ai delegati e verrà creata
una sorta di “zona rossa” di una decina di “blocks”. Lo stesso Madison
sarà protetto da pannelli speciali. Le misure di sicurezza saranno
rigidissime perché ovviamente anche i servizi segreti segnalano quei
giorni come a rischio attentati. Tante sigle però hanno detto che in
ogni caso proveranno ad arrivare fino alla convention e si sa che ci
saranno anche i black block in quei giorni.
Preoccupati i commercianti e i ristoratori; Bloomberg continua ad
invitarli a rimanere aperti in quei giorni e chiama la città a
dimostrarsi accogliente e disponibile nei confronti dei 4.835 delegati
repubblicani. I loro 25 alberghi saranno costantemente vigilati: gli
stessi Hotel stanno spendendo migliaia di dollari per rendersi più
sicuri. Il New Yorker Hotel ha cambiato il sistema di televigilanza da
analogico a digitale; il Warwick spenderà 15mila dollari al giorno in
guardie private e personale aggiuntivo. Negli ospedali le direzioni
sanitarie hanno invitato medici e infermieri a evitare di prendere
ferie e rendersi reperibili. Intanto in città i segni dei preparativi
si moltiplicano.
Il comune, con Ed Koch (storico sindaco anni ‘70) come testimonial, ha
affisso manifesti con scritto “Non devi essere un democratico per amare
New York”; ma sui muri, sui pali della luce, sui tavoli dei locali si
vedono sempre più spesso scritte, adesivi, manifesti che pubblicizzano
le manifestazioni anti-Bush. La città, dove ancora ci sono code per
vedere il film di Michael Moore, si prepara a vivere uno degli eventi
di massa più giganteschi della sua storia.