27/10/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Decine di civili morti nel bombardamento aereo di una madrassa in Helmand. Altri uccisi dalle forze alleate a Wardak

Un massacro: gli americani hanno bombardato una madrassa uccidendo decine di civili. Non si sa ancora quanti, perché la gente del villaggio sta ancora estraendo i cadaveri dalle macerie.

Queste sono le voci che giravano lunedì a Lashkargah, capoluogo della provincia afgana meridionale dell'Helmand, riguardo a un raid aereo compiuto la notte precedente dall'aviazione Nato sul villaggio di Maigal, distretto di Baghran, nell'estremo nord dell'Helmand dominato dagli aridi picchi rocciosi degli ultimi contrafforti meridionali dell'Hindu Kush.

Voci che, con il passare delle ore, hanno lasciato il posto alle denunce ufficiali delle autorità locali.
Fazal Barì, presidente del Consiglio provinciale di Helmand, ha parlato di almeno 25 civili uccisi a Baghran in un bombardamento aereo che ha raso al suolo una moschea e danneggiato le abitazioni circostanti, specificando che si trattava di un bilancio provvisorio perché ''molti corpi sono ancora sepolti sotto le macerie''.

Secondo i comandante talebano mullah Muhammad Hassan, le vittime civili sono state almeno 50, tra cui molti bambini.
''La gente del villaggio ha scavato tra le macerie con gli attrezzi agricoli, vanghe e picconi. C'è molta rabbia per quello che è successo'', ha dichiarato un testimone locale, il ventiseienne Salah Ayap, all'agenzia Associated Press.

In serata è arrivato il comunicato del comando militare Isaf, che ha confermato un bombardamento aereo in quella zona, specificando però che ad essere colpite sono state una fabbrica di ordigni esplosivi e un vicino deposito di armi e che i civili erano stati tutti messi al sicuro prima dell'intervento dell'aviazione. Le vittime, una quindicina, sarebbero tutti 'insorti' secondo la Nato: nessun 'danno collaterale'.

Domenica mattina, un altro raid aereo della Nato aveva ucciso almeno quattro civili afgani, tra cui un bambino, nella provincia centrale di Wardak, a ovest della capitale Kabul.
Nella stessa zona, 24 ore prima, due studenti universitari che viaggiavano su una moto erano stati uccisi dalle raffiche di mitra partite da un convoglio di blindati americani che era appena stato attaccato dai talebani. ''Dopo aver subito un agguato, le truppe Usa hanno aperto il fuoco in maniera indiscriminata colpendo i due ragazzi che passavano di lì'', ha dichiarato Shahedullah Shahed, portavoce del governatore locale.

Sul bombardamento aereo di domenica a Wardak, nemmeno una parola dal comando Isaf , che invece, sulla morte dei due studenti sabato, ha rilasciato un comunicato in cui si legge che ''due civili potrebbero essere stati uccisi quando un gruppi di insorti ha attaccato una pattuglia Nato nel distretto di Maidan''.
''Le indagini che abbiamo condotto dimostrano che i due ragazzi sono stati uccisi dalle pallottole della Nato, non da quelle dei talebani'', ha poi dichiarato alla Reuters il capo provinciale della polizia, Nawas Haqyar.

I civili afgani continuano a venire uccisi ogni giorno dalle truppe Nato venute a liberarli (dalla vita) e a portare loro la pace (eterna). Una verità che continua a essere negata da militari, politici e mass media governativi. Almeno fino alle prossime 'rivelazioni' di WikiLeaks...

Enrico Piovesana

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