21/10/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Mentre il senato inizia l’iter finale di approvazione per la riforma delle pensioni, il Paese rischia il blocco economico ed energetico

Settimo giorno di proteste in Francia. Dopo la giornata di ieri, quando le agitazioni, sfociate in scontri, sono dilagate a Lione e nella banlieue parigina, si sono registrati più di 1400 arresti, la maggior parte dei quali di ragazzi tra i 14 e i 20 anni di età, incensurati e processati per direttissima.
Il ministro dell’Interno francese, Brice Hortefeux, li ha definiti ‘hooligans’ e non a caso molti degli scontri sono scoppiati dopo la sua passeggiata a Lione, dove ha raccolto fischi e grida con appellativi di ‘fascista’ e ‘razzista’.

Ieri ha preso il via l’ultima fase per l’approvazione della riforma in senato, ma il voto, atteso per la serata, potrebbe facilmente slittare all’inizio della prossima settimana. L'esecutivo ha blindato il passaggio al senato, costringendo i senatori a votare su un intero pacchetto opportunamente confezionato. I senatori possono ancora presentare 250 emendamenti ma non votarli uno per uno. Un articolo della costituzione, il 44-3 consente al governo di forzare il passaggio verso il dibattito in parlamento.

Il presidente francese non si ferma davanti all’ondata di proteste, né indietreggia, anzi manifesta l’intenzione di piegare quelli che vogliono paralizzare il Paese, secondo la sua ormai proverbiale linea dura.
Nicolas Sarkozy ha ordinato di buttare giù le barricate nei depositi di carburante bloccati dai manifestanti, visto che la benzina comincia a scarseggiare. Ma sono almeno 14 i depositi che restano in mano ai rivoltosi. Questa mattina la polizia ha fatto irruzione in alcuni di essi, tra cui alcuni siti a Le Mans, La Rochelle e Dingé, ma in diversi casi i manifestanti sgomberati hanno rimesso le barricate nel pomeriggio.

È la protesta più estesa da quando è al potere Sarkozy, con dodici raffinerie bloccate per nove giorni, aeroporti fermi, scuole e università ancora occupate, in città come Lille e Parigi.
A Marsiglia è stata bloccata la strada che dà accesso all’aeroporto. Per quanto riguarda la circolazione ferroviaria, questa mattina restava fermo un Tgv su quattro in partenza o in arrivo a Parigi. A protestare, a Marsiglia, sono i lavoratori di Air France insieme a quelli di Carrefour, ai rappresentanti degli insegnanti, dei petrolchimici e dei disoccupati.

Ma Sarkozy tira dritto, afferma che non si farà fermare dai ‘teppisti’ e che non lascerà loro l’ultima parola; in riferimento agli scontri di ieri a Lione ha affermato la volontà di punire ‘senza remore’ tutti i responsabili delle violenze.
Il governo usa però la strategia del bastone e della carota visto che nello tesso tempo ieri sera il ministro del lavoro Eric Woerth ha dato il via libera a un emendamento proposto dalla Cfdt, uno dei sindacati che più contestano la riforma, che ipotizza l’introduzione di un sistema alternativo a punti di cui si dovrebbe discutere a partire dal 2014.
Si tratta, comunque, di una mossa che non costa nulla al governo, dal momento che la riforma che sta per essere approvata resterà in vigore fino al 2018-2020, senza che una eventuale alternativa possa essere operativa prima di questa data.

Elargizioni di comodo a parte, la protesta che l’esecutivo francese tenta di imbrigliare sta causando seri problemi, non ultimo quello dell’energia. Per il timore che, come sta accadendo per i depositi di carburante, l’ondata di proteste blocchi importanti risorse energetiche, in Francia si è iniziato a importare energia.
I distributori di benzina potrebbero essere vuoti prima di sera, al momento tra le 3mila e le 4mila stazioni di servizio sono in attesa di rifornimento.
Anche gas ed elettricità scarseggiano e sono quasi a secco i due principali siti di smistamento e stoccaggio del metano, alla foce del Rodano e sulla Loira atlantica.
Nella giornata di ieri sono stati importati, in un’ora, 5990 Megawatt di energia, equivalenti alla produzione oraria di sei reattori nucleari, per coprire un eventuale fabbisogno nei prossimi giorni.
Per le strade di Parigi si accumula anche la spazzatura. Sessanta navi sono in attesa in rada fuori dalla foce del Rodano, e 25 fuori dal porto di Marsiglia. I licei in agitazione sono circa trecento e a Parigi in serata si sono verificati scontri tra gli studenti e gli agenti di polizia.

Alessandro Micci