20/10/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



La proposta del governo di centrodestra renderebbe più facili i licenziamenti

Una riforma della legge sulle assunzioni in Nuova Zelanda porta in piazza circa quindicimila lavoratori.

Il governo di centrodestra guidato da John Key, del partito National, ha proposto un piano di riforme che, se approvato, consentirebbe agli imprenditori di licenziare i neoassunti entro i primi novanta giorni senza fornire giustificazioni.

La stessa modifica renderebbe possibile esigere certificati medici per ogni tipo di malattia, oltre a comportare la riduzione della pausa pranzo. Un altro punto riguarda le possibilità di accesso dei sindacati nei luoghi di lavoro, che verrebbero ridotte.

Nella capitale Wellington circa 2500 lavoratori sostenuti da parlamentari del Labour Party e dei Verdi hanno inscenato una protesta rumorosa davanti al Parlamento.
L'annuncio di riforma si aggiunge a un clima già surriscaldato dall'aumento delle imposte su beni e servizi.

Parole chiave: lavoro, licenziamenti, nuova zelanda
Categoria: Diritti
Luogo: Nuova Zelanda